tema 9 maggio 2019
Studi Camera - Ambiente Edilizia, infrastrutture e trasporti Edilizia e urbanistica

Nel corso della presente legislatura, in particolare, con l'approvazione della legge di bilancio 2019 (L. 145/18) tra gli interventi previsti sono state disposte misure che hanno rinnovato le proroghe già in precedenza avviate riguardanti le agevolazioni fiscali a favore del patrimonio immobiliare privato e che hanno interessato il settore della riqualificazione urbana. 

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Di seguito sono analizzate le disposizioni intervenute per il settore edilizio con la legge di bilancio 2019 (L. 145/18), il D.L. 32/19 e il D.L. 34/19.

Interventi procedurali 

L'art. 3 del D.L. 32/19 è intervenuto con diverse modifiche (articoli 65, 67, 93 e introduzione dell'articolo 94-bis) al  D.P.R. 380/01 (TUE) di seguito descritte.  

Sportello unico (art. 65, comma 1) 

Le opere realizzate con materiali e sistemi costruttivi disciplinati dalle norme tecniche di costruzione in vigore (DM 17 gennaio 2018), prima del loro inizio, devono essere denunciate dal costruttore allo sportello unico (art. 65, comma 1). 

Nella versione previgente, erano contemplate solo le opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica e la denuncia doveva poi essere trasmessa dallo sportello unico all'ufficio regionale (genio civile).

Documentazione allegata (art. 65, comma 3)

Alla denuncia devono essere allegati: 
a) il progetto dell'opera firmato dal progettista, dal quale risultino in modo chiaro ed esauriente le calcolazioni eseguite, l'ubicazione, il tipo, le dimensioni delle strutture, e quanto altro occorre per definire l'opera sia nei riguardi dell'esecuzione sia nei riguardi della conoscenza delle condizioni di sollecitazione; 
b) una relazione illustrativa firmata dal progettista e dal direttore dei lavori, dalla quale risultino le caratteristiche, le qualità e le prestazioni dei materiali che verranno impiegati nella costruzione.

Nella versione previgente il costruttore presentava allo sportello unico tre copie del progetto e della relazione illustrativa (una copia per l'archivio dello sportello unico, una per il genio civile e la terza da restituire, previa vidimazione, all'interessato).

Attestazione avvenuto deposito (art. 65, comma 4)

Lo sportello unico rilascia al costruttore, all'atto stesso della presentazione, l'attestazione dell'avvenuto deposito.

Nella versione previgente si restituiva al costruttore, all'atto stesso della presentazione, una copia del progetto e della relazione con l'attestazione dell'avvenuto deposito.

Attestazione avvenuto deposito (art. 65, comma 6)

Ultimate le parti della costruzione che incidono sulla stabilità della stessa, entro il termine di sessanta giorni, il direttore dei lavori deposita allo sportello unico una relazione sull'adempimento degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3.  

Nella versione previgente, a strutture ultimate, entro il termine di sessanta giorni, il direttore dei lavori depositava presso lo sportello unico una relazione, redatta in triplice copia, sull'adempimento degli obblighi di cui ai comma1, 2 e 3.

Attestazione avvenuto deposito (art. 65, comma 7) 

All'atto della presentazione della relazione di cui al comma 6, lo sportello unico rilascia al direttore dei lavori l'attestazione dell'avvenuto deposito su una copia della relazione e provvede altresì a trasmettere tale relazione al competente ufficio tecnico regionale. 

Nella versione previgente, lo sportello unico restituiva al direttore dei lavori, all'atto stesso della presentazione, una copia della relazione di cui al comma 6 con l'attestazione dell'avvenuto deposito, e provvedeva a trasmettere una copia di tale relazione al competente ufficio tecnico regionale.

Attestazione di avvenuto deposito (art. 65, comma 8-bis) 

Per gli interventi di cui all'articolo 94-bis, comma 1, lettera b), n. 2) e lettera c), n. 1), non si applicano le disposizioni di cui ai commi 6, 7 e 8. In sostanza,  per gli interventi di minore rilevanza, il Direttore Lavori non sarà obbligato a presentare allo sportello unico la relazione (comma 6) per cui, conseguentemente, lo sportello unico non potrà rilasciare l'attestazione dell'avvenuto deposito (prevista dal comma 7) e il direttore dei lavori ometterà di consegnare al collaudatore il medesimo documento (comma 8). 

Dichiarazione di regolare esecuzione (art. 67, comma 8-bis) 

Per gli interventi di cui all'articolo 94-bis, comma 1, lettera b), n. 2) e lettera c), n. 1), il certificato di collaudo è sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori.

Nella normativa previgente, per gli interventi di riparazione e per gli interventi locali sulle costruzioni esistenti, come definiti dalla normativa tecnica, il certificato di collaudo è sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori.

Interventi in zone sismiche 

Coerenza tra progetto strutturale e architettonico (art. 93, commi 3-5)  
Mentre il comma 3 rimane pressoché analogo alla disciplina previgente, per cui il contenuto minimo del progetto è determinato dal competente ufficio tecnico della regione (ed essere esauriente per planimetria, piante, prospetti e sezioni, relazione tecnica, e dagli altri elaborati previsti dalle norme tecniche), con il comma 4 si introduce, non solo il rispetto delle norme tecniche di costruzione (NTC), ma l'attestazione della coerenza tra il progetto esecutivo riguardante le strutture e quello architettonico e l'asseverazione, da parte del progettista, dell'avvenuto rispetto delle eventuali prescrizioni sismiche contenute negli strumenti di pianificazione urbanistica comunale. il comma 5 prevede infine che, per tutti gli interventi, il preavviso scritto con il contestuale deposito del progetto e dell'asseverazione di cui al comma 4, sia valido anche agli effetti della denuncia dei lavori di cui all'articolo 65. 
   Classificazione degli interventi (art. 94-bis)

Sono presenti tre macro-categorie di interventi "rilevanti", di "minore rilevanza" e "privi di rilevanza" per la pubblica incolumità
Interventi rilevanti: 
1) adeguamento o miglioramento sismico di costruzioni esistenti nelle località sismiche ad alta sismicità (Zona 1 e Zona 2); 
2) le nuove costruzioni che si discostino dalle usuali tipologie o che per la loro particolare complessità strutturale richiedano più articolate calcolazioni e verifiche; 
3) gli interventi relativi ad edifici di interesse strategico e alle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, nonché relativi agli edifici e alle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un loro eventuale collasso; 
Interventi di minore rilevanza: 
1) di adeguamento o miglioramento sismico di costruzioni esistenti nelle località sismiche a media sismicità (Zona 3); 
2) le riparazioni e gli interventi locali sulle costruzioni esistenti; 
3) le nuove costruzioni che non presentino particolare complessità;
Interventi privi di rilevanza quelli che, per loro caratteristiche intrinseche e per destinazione d'uso, non costituiscono pericolo per la pubblica incolumità.

 In sostanza, l'obbligo di acquisire la preventiva autorizzazione sismica (art. 94) non viene più legato alla classificazione sismica del territorio (ovvero a seconda che ricada in zona 1, 2 o 3) bensì alla rilevanza dell'intervento strutturale ai fini della salvaguardia della pubblica incolumità.

Infatti, l'art. 94, comma 2, prevede che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con la Conferenza Unificata, traccino le linee guida per l'individuazione dei singoli interventi, nonché delle varianti di carattere non sostanziale, per le quali non sarebbe richiesta la denuncia di cui all'articolo 93 e quindi la preventiva autorizzazione. Nelle more dell'emanazione delle linee guida, le regioni possono comunque dotarsi di specifiche elencazioni o confermare le disposizioni vigenti. I comma 3 e 4 vietano di dare inizio alle opere in mancanza del titolo abilitativo dei lavori; relativamente agli "interventi rilevanti", le opere non possono avere inizio in assenza della preventiva autorizzazione scritta del competente ufficio tecnico della regione (ex articolo 94). 

Ciò comporta, per gli interventi di minore rilevanza e per quelli privi di rilevanza, alcune semplificazioni procedurali in quanto il Direttore Lavori potrà fare a meno di depositare la relazione prevista dall'art. 65, comma 6. Per le stesse tipologie di lavori l'articolo 67, comma 8-bis permette di sostituire il certificato di collaudo con la dichiarazione di regolare esecuzione.

Agevolazioni fiscali   

Sono prorogate, per l'anno 2019, le detrazioni spettanti per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, la cui disciplina è contenuta, rispettivamente, negli articoli 14 e 16 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 (articolo 1, comma 67, della legge di bilancio 2019).

- Ecobonus 

Si proroga al 31 dicembre 2019 il termine previsto per avvalersi della detrazione d'imposta nella misura del 65% per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici (c.d. ecobonus) disposta ai commi 1 e 2, lettera b), dell'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, e per l'acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 (comma 2, lettera b-bis) dell'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63). Prorogata al 2019 anche la detrazione prevista al 50% per le spese sostenute per l'acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

L'art. 10, comma 1 del D.L. 34/19, modificando l'art.  14 del D.L. 63/13, ha previsto uno sconto diretto sulla spesa per ristrutturazioni immobiliari per l'efficientamento energetico dal committente in alternativa all'utilizzo della detrazione prevista o alla sua cessione. L'agevolazione sarà anticipata dal fornitore e l'impresa potrà recuperare l'importo in compensazione, in cinque anni. Lo sconto applicato in alternativa alla fruizione della detrazione fiscale Irpef potrà andare dal 50% minimo e fino all'85% del corrispettivo dovuto all'impresa fornitrice. 

L'art. 14, comma 2-sexies, del D.l. 63/13 prevede infatti che per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica di cui al presente articolo, in luogo della detrazione, i soggetti beneficiari, diversi da quelli indicati al comma 2- ter , possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione del credito. Rimane esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari. Le modalità di attuazione del presente comma sono definite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.

- Ristrutturazione edilizia

Si proroga al 31 dicembre 2019 la misura della detrazione al 50%, fino ad una spesa massima di 96.000 euro, per gli interventi di ristrutturazione edilizia indicati dall'articolo 16-bis, comma 1, del TUIR.

- Bonus mobili

Si proroga fino al 2019 la detrazione al 50% per l'acquisto di mobili e di elettrodomestici di classe non inferiore ad A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione (articolo 16, comma 2, D.L.63/2013).

- Bonus verde 

Si proroga al 31 dicembre 2019 la detrazione al 36% per le spese sostenute la sistemazione a verde di aree scoperte di immobili privati a uso abitativo, nei limiti di un massimo di spesa di euro 5000 annui (art. 1, commi 12-15, legge di bilancio 2018, L. n. 205/17). 

- Sisma bonus

L'art. 8 del D.L. 34/19 estende le detrazioni previste per l'acquisto di un'unità immobiliare antisismica, ottenute mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, anche all'acquirente di tali unità immobiliari ricomprese nelle zone classificate a rischio sismico 2 e 3, oltre che nelle zone a rischio sismico 1.

In base all' articolo 16, comma 1-septies, del D.L. 63/13 (introdotto dall'art. 46-quater del D.L. 50/17) le detrazioni previste per il rafforzamento antisismico nel caso di demolizione e ricostruzione di interi edifici, anche con variazione volumetrica rispetto a quella preesistente, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedono, entro 18 mesi dal termine lavori, alla successiva alienazione dell'immobile, sono pari al 75 per cento o all'85 per cento (a seconda della riduzione del rischio sismico rispettivamente pari a uno o due classi) del prezzo di acquisto dell'unità immobiliare per un importo di spesa massimo di 96.000 euro e spetta all'acquirente delle singole unità immobiliari. In luogo della detrazione, i beneficiari possono optare per la cessione del credito alle imprese che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, esclusi gli istituti di credito e intermediari finanziari. La detrazione è ripartita in cinque quote annuali di pari importo e viene concessa per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021.

L'art. 10, comma 2 del D.L. 34/19, modificando l'art.  16 del D.L. 63/13, ha previsto uno sconto diretto sulla spesa per ristrutturazioni immobiliari per interventi antisismici dal committente in alternativa all'utilizzo della detrazione prevista. L'agevolazione sarà anticipata dal fornitore e l'impresa potrà recuperare l'importo in compensazione, in cinque anni. Lo sconto applicato in alternativa alla fruizione della detrazione fiscale Irpef potrà andare dal 50% minimo e fino all'85% del corrispettivo dovuto all'impresa fornitrice. 

Si segnala in tale ambito lo studio realizzato dal Servizio Studi della Camera in collaborazione con l'istituto di ricerca CRESME  "Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell'impatto delle misure di incentivazione".

L'articolo 19 dispone un rifinanziamento di 100 milioni di euro per l'anno 2019 (a carico delle risorse previste dall'art. 50) del Fondo di garanzia per la prima casa. Viene altresì ridotta, dal 10 all'8 per cento, la percentuale minima del finanziamento da accantonare a copertura del rischio.

Normativa antincendio

Per l'adeguamento alla normativa antincendio degli edifici e dei locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, nonchè degli edifici e dei locali adibiti ad asili nido, con il decreto del Ministro dell'interno del 21 marzo 2018 (G.U. 74/18) sono state fornite indicazioni programmatiche prioritarie ai fini dell'adeguamento alla normativa di sicurezza antincendio, senza prorogare i termini per l'adeguamento scaduti il 31 dicembre 2017. Successivamente, il D.L. n. 91/2018 (art. 6, commi 3-bis e 3-ter)  ha provveduto a prorogare i termini di adeguamento al 31 dicembre 2018. 

Limitatamente ai rifugi alpini, è stata inoltra disposta la proroga al 31 dicembre 2019 del termine (previsto dall'art. 38, comma 2, del D.L. 69/2013) per il rispetto della normativa antincendio (art. 9-bis, D.L. 91/18).  

In materia di prevenzione incendi, il MIBAC provvede ad una ricognizione negli istituti e luoghi della cultura, nelle sedi del Ministero per i beni e le attività culturali, nonché nelle sedi degli altri Ministeri, sottoposte alle disposizioni di tutela di cui al Codice dei beni culturali e del paesaggio (articolo 1, commi 566-568, della legge di bilancio 2019).

DM 17 gennaio 2018

ultimo aggiornamento: 9 maggio 2019

Di seguito sono descritti gli interventi in materia urbanistica disposti dalla legge di bilancio 2019, dai D.L. 32/19 e D.L. 34/19.

Programma straordinario per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie e delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia

L'efficacia delle convenzioni (o accordi di programma) stipulate nell'ambito del Programma  straordinario e già concluse sulla base di quanto disposto ai sensi del D.P.C.M. 29 maggio 2017, nonché delle delibere del CIPE n. 2 del 3 marzo 2017 e n. 72 del 7 agosto 2017, adottate ai sensi della legge n. 232 del 2016 (ossia le convenzioni stipulate con i 96 enti successivi ai primi 24 beneficiari) è differita all'anno 2020 (per tali enti le convenzioni sono state quindi sostanzialmente congelate). Conseguentemente, le amministrazioni competenti provvedono, ferma rimanendo la dotazione complessiva loro assegnata, a rimodulare i relativi impegni di spesa e i connessi pagamenti a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione (art. 13, commi 02 e 03, D.L. 91/18).

Con il D.P.C.M 29 maggio 2017 sono stati destinati ai progetti del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie e delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, istituito dai commi da 974 a 978, dell'art. 1 della legge di stabilità per il 2016 (legge  n.208/2015), complessivamente 800 milioni di euro per il triennio 2017-2019 (270 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e 260 milioni di euro per l'anno 2019).

Successivamente, in merito alle risorse destinate al Programma straordinario per le periferie urbane, è stato previsto che le convenzioni in essere con 96 enti beneficiari (successivi ai primi 24 beneficiari), producano effetti finanziari dal 2019, superando quanto stabilito, da ultimo, dal citato D.L. 91/2018 (cd. proroga termini), che per tali 96 enti aveva previsto il congelamento delle risorse per il 2019.

Tali effetti sono limitati unicamente al rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate. Le risorse relative alle economie di spesa prodotte nel corso degli interventi rimangono nel Fondo di provenienza, per essere destinate a interventi per spese di investimento dei Comuni e delle città metropolitane. La norma dà seguito all'accordo raggiunto in Conferenza unificata il 18 ottobre 2018 tra il Governo e i rappresentanti delle autonomie territoriali (articolo1, commi 913-916, della legge di bilancio 2019).

Programmi di riqualificazione urbana (PRiU)

Al fine di favorire il completamento dei programmi di riqualificazione urbana a valere sui finanziamenti di cui all'art. 2, co. 2, della legge n. 179/1992, è stato prorogato il termine di ultimazione delle opere pubbliche e private già avviate e per le quali vi sia stata una interruzione delle attività di cantiere determinata da eventi di forza maggiore, prevedendo che la proroga abbia durata pari a quella del "fermo cantiere". Per "opere pubbliche avviate" devono intendersi quelle per le quali sia stata già avviata la progettazione definitiva e per "opere private avviate" quelle per le quali sia stata già inoltrata istanza di permesso di costruire all'ufficio competente (articolo 1, comma 100, della legge di bilancio 2019).

Si ricorda che l'art. 2, comma 2, della L. 179/1992 (Norme per l'edilizia residenziale pubblica) ha destinato la somma di Lire 288.000.000.000 per la realizzazione di programmi di riqualificazione urbana (P.Ri.U.) individuati, ai sensi dell'art. 16 delle medesima legge, con accordi di programma finalizzati alla riqualificazione del tessuto  urbanistico, edilizio ed ambientale
Piano nazionale per le città 

Al fine di completare gli interventi del Piano nazionale per le città (previsto dall'art. 12 del D.L. 83/2012), in caso di inerzia realizzativa, sentito il comune interessato, è prevista la nomina di Commissari (con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti), con oneri a carico delle risorse destinate dal Piano al medesimo comune (comma 951 legge di bilancio 2019).

Si ricorda che l'articolo 12 del D.L. n. 83/12 ha introdotto disposizioni per la riqualificazione di aree urbane, con particolare riguardo a quelle degradate, attraverso un strumento operativo denominato "Piano nazionale per le città" affidato alla gestione di una apposita Cabina di regia (istituita, in attuazione del medesimo articolo, con il D.M. Infrastrutture 3 agosto 2012).
Grande viabilità Roma 

Sono assegnati a Roma Capitale 60 milioni di euro (40 milioni per l'anno 2019 e 20 milioni per il 2020) per interventi di ripristino straordinario della piattaforma stradale della grande viabilità da eseguire anche, nei casi emergenziali, con il Ministero della difesa, ed è autorizzata la spesa di 15 milioni di euro (5 milioni annui dal 2019 al 2021) per l'acquisto di mezzi strumentali al ripristino delle piattaforme stradali (articolo 1, comma 933-936, della legge di bilancio 2019).

Rigenerazione urbana 

L'art. 5 del D.L. 32/19 è intervenuto sull'art. 2-bis del D.P.R. 380/2001 (TUE), modificando il comma 1 e introducendo i commi 1-bis e 1-ter. 

Deroghe sulle distanze tra fabbricati (art. 2-bis, commi 1 e 1-bis)

L'intervento all'art. 2-bis, comma 1, che stabilisce le deroghe in materia di limiti di distanza tra fabbricati, introduce l'obbligo per le Regioni ad intervenire sulla materia, fermo restando la competenza statale in materia di ordinamento civile con riferimento al diritto di proprietà e alle connesse norme del codice civile e  l'ambito della definizione o revisione di strumenti urbanistici comunque funzionali a un assetto complessivo e unitario o di specifiche aree territoriali, come previsto nella disciplina previgente.

Il comma 1-bis si limita a precisare che le disposizioni del comma 1 dell'art. 2-bis sono finalizzate a orientare i comuni nella definizione di limiti di densità edilizia, altezza e distanza dei fabbricati negli ambiti urbani consolidati del proprio territorio.

Interventi di demolizione e ricostruzione (art. 2-bis, comma 1-ter) 

Si prevede che in ogni caso di intervento di demolizione e di ricostruzione, la ricostruzione è comunque consentita nel rispetto delle distanze legittimamente preesistenti purché sia effettuata assicurando la coincidenza dell'area di sedime e del volume dell'edificio ricostruito con quello demolito, nei limiti dell'altezza massima di quest'ultimo. 

Incentivi per la valorizzazione edilizia (art. 7 del D.L. 34/19)

L'art. 7 del D.L. 34/19 ha stabilito fino al 31 dicembre 2021 un regime di tassazione agevolata (imposta di registro, imposte ipotecaria e catastale pari a 200 euro ciascuna), per incentivare interventi di sostituzione di vecchi edifici con immobili ricostruiti con caratteristiche energetiche elevate (classe A o B) e rispetto delle norme antisismiche. La norma è a favore  di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che entro i successivi dieci anni provvedono alla demolizione, ricostruzione e vendita degli stessi edifici.  In caso di mancato rispetto delle condizioni d'accesso all'agevolazione, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, una sanzione pari al 30 per cento delle stesse imposte e gli interessi di mora a decorrere dall'acquisto dell'immobile.

Ulteriori disposizioni

Si prevede che le risorse previste per le opere segnalate dai Comuni alla Presidenza del Consiglio dei ministri dal 2 al 15 giugno  2014 (Cantieri in comune,  previsti dal decreto legge 133/2014, cd. decreto "Sblocca Italia")), non assegnate o non utilizzate, siano  versate all'entrata del bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione, con delibera CIPE, allo stato di previsione del MEF per il Fondo "Sport e Periferie", di cui all'art. 15 del D.L. n. 185/2015 (articolo 1, comma 640, della legge di bilancio 2019).

Il dipartimento istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall'art. 18-bis del D.L. 8/2017, anche a seguito degli eventi sismici del 2016, connesso al progetto "Casa Italia", finalizzato a sviluppare, ottimizzare e integrare strumenti per la cura e la valorizzazione del territorio e delle aree urbane nonché del patrimonio abitativo, è stato soppresso affidando tali funzioni alla Presidenza del Consiglio (art. 4, comma 1, D.L. 86/18).

Attività parlamentare 

Al Senato è stato presentato un disegno di legge (A.S n. 86 in congiunta con altri atti del senato) sul consumo di suolo e la rigenerazione urbana all'esame presso le Commissioni riunite 9a e 13a, contenente tra le altre disposizioni una delega al Governo in materia di rigenerazione delle aree urbane degradate. In tale ambito, le suddette Commissioni hanno svolto un ciclo di audizioni informali.

Si ricorda inoltre che alla Camera è stata assegnata alla VIII Commissione la proposta di legge (A.C. 113in materia di rigenerazione urbana, di cui è iniziato l'esame. 

ultimo aggiornamento: 9 maggio 2019
 
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