tema 14 dicembre 2018
Ufficio Rapporti con l'Unione europea L' Italia e l' Unione europea Il Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre 2018

Il Consiglio europeo del 13-14 dicembre 2018 ha discusso di:

  • quadro finanziario pluriennale;
  • mercato unico;
  • migrazione;
  • Brexit;
  • altri punti, quali: relazioni esterne; cambiamenti climatici; sicurezza e difesa; disinformazione; lotta contro il razzismo e la xenofobia; dialoghi e consultazioni con i cittadini e preparativi per l'agenda strategica.

I leader dell'UE si sono, inoltre, riuniti per il Vertice euro, nel formato inclusivo di 27 Stati membri, per discutere della riforma dell'Unione economica e monetaria sulla scorta di una relazione dell'Eurogruppo.

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Il Consiglio europeo ha accolto con favore gli intensi lavori preparatori svolti in questo semestre sul futuro quadro finanziario pluriennale e ha preso atto della relazione della presidenza sullo stato di avanzamento dei lavori. Ha invitato, inoltre, la presidenza entrante a proseguire tali lavori e ad elaborare un orientamento per la prossima fase dei negoziati, al fine di giungere a un accordo in sede di Consiglio europeo nell'autunno 2019.

ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2018

ll Consiglio europeo, dopo aver sottolineato che il mercato unico è uno dei grandi successi dell'Unione che ha apportato considerevoli vantaggi ai cittadini europei, costituisce la principale risorsa dell'UE per garantire il benessere dei cittadini, una crescita inclusiva e la creazione di posti di lavoro, oltre ad essere un elemento propulsivo essenziale per gli investimenti e la competitività globale e che venticinque anni dopo la sua costituzione occorre portare avanti l'agenda per il mercato unico in tutte le sue dimensioni e sviluppare un approccio lungimirante, ha:

  • invitato il Parlamento europeo e il Consiglio a concordare, prima della fine dell'attuale legislatura, il maggior numero possibile di proposte in sospeso pertinenti per il mercato unico, rimuovendo gli ostacoli ingiustificati rimanenti, soprattutto nel settore dei servizi, nonché prevenendo eventuali nuovi ostacoli e qualsivoglia rischio di frammentazione; ha altresì invitato la Commissione a proseguire l'analisi e i lavori a tale proposito;
  • invitato ad attuare e applicare, a tutti i livelli di governo, le decisioni prese e le regole adottate, nonché a rispettare le norme e assicurare l'applicazione intelligente dei principi per legiferare meglio, comprese la sussidiarietà e la proporzionalità;
  • sottolineato che occorre fare di più per garantire che il mercato unico offra una base solida per un'Unione europea proiettata verso l'esterno, fiduciosa e più autonoma, in un contesto globale difficile;
  • sottolineato la necessità che il mercato unico evolva per abbracciare appieno la trasformazione digitale, compresa l'intelligenza artificiale, la crescita dell'economia basata sui dati e sui servizi, la connettività e la transizione verso un'economia più verde;
  • chiesto maggiore coerenza con tutte le politiche pertinenti.

Il Consiglio europeo ha infine annunciato che terrà una discussione approfondita nella primavera 2019 sul futuro sviluppo del mercato unico e sulla politica digitale europea in preparazione della prossima agenda strategica.

ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2018

Il Consiglio europeo ha preso in esame l'attuazione del suo approccio globale alla migrazione, che combina un controllo più efficace delle frontiere esterne dell'UE, il rafforzamento dell'azione esterna e la dimensione interna, in linea con le conclusioni di giugno e ottobre 2018.
Il Consiglio europeo ha constatato che il numero di attraversamenti illegali delle frontiere riscontrati è stato ridotto ai livelli precedenti alla crisi e che tale andamento discendente persiste. Ciò è dovuto, secondo il Consiglio europeo, alla politica migratoria esterna dell'Unione e dei suoi Stati membri, che si fonda in particolare sul controllo delle frontiere esterne, la lotta contro i trafficanti e la cooperazione con i paesi di origine e di transito, che negli ultimi mesi è stata intensificata. Pertanto, a giudizio del Consiglio europeo, tale politica dovrebbe essere portata avanti, ulteriormente sviluppata e pienamente attuata ed è opportuno continuare a sorvegliare tutte le rotte esistenti ed emergenti, soprattutto in considerazione del recente aumento dei flussi sulle rotte del Mediterraneo occidentale e orientale.
Per quanto concerne le politiche interne, il Consiglio europeo ha invitato i colegislatori a portare rapidamente a termine i negoziati sulla guardia di frontiera e costiera europea. Si è compiaciuto, inoltre, dell'accordo raggiunto il 6 dicembre 2018 a livello di Consiglio relativamente al rafforzamento del mandato della guardia di frontiera e costiera europea nel settore dei rimpatri e della cooperazione con i paesi terzi. Infine, ha invitato a compiere ulteriori sforzi per concludere i negoziati sulla direttiva rimpatri, sull'Agenzia dell'UE per l'asilo e su tutte le parti del sistema europeo comune di asilo, nel rispetto delle precedenti conclusioni del Consiglio europeo e in considerazione dei diversi gradi di progresso raggiunti per ciascuno dei fascicoli.

ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2018
Il Consiglio europeo ha:
  • riconfermato le sue conclusioni del 25 novembre 2018 nelle quali ha approvato l'accordo di recesso e la dichiarazione politica, indicando che sostiene tale accordo e intende procedere con la sua ratifica e che l'accordo non è rinegoziabile;
  • ribadito il desiderio di avere un partenariato quanto più stretto possibile con il Regno Unito in futuro. È pronto a cominciare i preparativi subito dopo la firma dell'accordo di recesso al fine di garantire l'avvio dei negoziati il prima possibile dopo il recesso del Regno Unito;
  • sottolineato che la soluzione "di salvaguardia" (backstop) è intesa quale polizza d'assicurazione volta a evitare una frontiera fisica sull'isola d'Irlanda e a garantire l'integrità del mercato unico. L'Unione è fermamente determinata a lavorare celermente a un accordo successivo che stabilisca, entro il 31 dicembre 2020, modalità alternative per evitare di dover ricorrere alla soluzione "di salvaguardia";
  • sottolineato che, qualora si dovesse comunque ricorrere alla soluzione "di salvaguardia", questa si applicherebbe in via temporanea, salvo e fintanto che non sia sostituita da un accordo successivo che garantisca che la frontiera fisica sia evitata. In tale eventualità l'Unione si adopererebbe al massimo – e lo stesso si aspetterebbe dal Regno Unito – per negoziare e concludere tempestivamente un accordo successivo che sostituisca la soluzione "di salvaguardia", cui si ricorrerebbe pertanto solo per il tempo strettamente necessario;
  • invitato a intensificare i lavori a tutti i livelli per prepararsi alle conseguenze del recesso del Regno Unito, prendendo in considerazione tutti gli esiti possibili.
ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2018
Relazioni esterne

Il Consiglio europeo ha discusso dei preparativi in vista del prossimo vertice con la Lega degli Stati arabi in programma il 24 e 25 febbraio 2019.
Inoltre, ha espresso la massima preoccupazione per l'escalation nello stretto di Kerch e nel Mar d'Azov, nonché per le violazioni del diritto internazionale da parte della Russia, ribadendo il suo impegno nei confronti del diritto internazionale, nonché della sovranità, dell'integrità territoriale e dell'indipendenza dell'Ucraina, come pure nei confronti della politica dell'UE di non riconoscimento dell'annessione illegale della Crimea. Non vi è giustificazione, secondo il Consiglio europeo, per il ricorso alla forza militare da parte della Russia. Il Consiglio europeo ha chiesto, altresì, il rilascio immediato di tutti i marinai ucraini detenuti nonché la restituzione delle imbarcazioni sequestrate e il libero passaggio di tutte le navi attraverso lo stretto di Kerch. L'UE è pronta ad adottare misure per rafforzare ulteriormente il suo sostegno, in particolare a favore delle zone dell'Ucraina interessate.

Il Consiglio europeo ha altresì concordato sul rinnovo di 6 mesi delle sanzioni economiche alla Russia, che scadono il 31 gennaio 2019 e che verranno quindi prorogate, con una  prossima riunione del Consiglio dell'UE, al 31 luglio 2019.
Infine, il Consiglio europeo si è compiaciuto vivamente del voto favorevole espresso dal Parlamento europeo in merito all'accordo di partenariato economico UE-Giappone e attende con interesse la sua imminente entrata in vigore.

Cambiamenti climatici

A seguito della presentazione della comunicazione della Commissione intitolata "Un pianeta pulito per tutti" e tenendo conto dei risultati della COP 24 tenutasi a Katowice, il Consiglio europeo ha invitato il Consiglio a lavorare sugli elementi illustrati nella comunicazione. Il Consiglio europeo fornirà orientamenti sulla direzione generale e sulle priorità politiche nel primo semestre del 2019, in modo da consentire all'Unione europea di presentare una strategia a lungo termine entro il 2020, in linea con l'accordo di Parigi.

Sicurezza e difesa

Il Consiglio europeo si è compiaciuto dei significativi progressi compiuti nel settore della sicurezza e della difesa, anche per quanto concerne l'attuazione della cooperazione strutturata permanente, il miglioramento della mobilità militare, l'attuazione del programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa e i negoziati relativi al Fondo europeo per la difesa proposto, e ha approvato il patto sulla dimensione civile della PSDC. Tali iniziative, secondo il Consiglio europeo, contribuiscono a migliorare l'autonomia strategica dell'UE e la sua capacità di agire come garante della sicurezza, integrando e potenziando al tempo stesso le attività della NATO e rafforzando la cooperazione UE-NATO, nel pieno rispetto dei principi di inclusione, reciprocità e autonomia decisionale dell'UE.

Disinformazione

Evidenziando preliminarmente che la diffusione della disinformazione intenzionale, sistematica e su larga scala, anche nel quadro della guerra ibrida, rappresenta una grave sfida strategica per i nostri sistemi democratici e richiede una risposta urgente che deve essere mantenuta nel tempo, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali, il Consiglio europeo ha:

  • sottolineato la necessità di una risposta decisa che affronti la dimensione interna e quella esterna e che sia globale, coordinata e dotata di risorse adeguate sulla base di una valutazione delle minacce;
  • chiesto l'attuazione tempestiva e coordinata del piano d'azione congiunto contro la disinformazione presentato dalla Commissione e dall'alta rappresentante, in modo da potenziare le capacità dell'UE, rafforzare le risposte coordinate e congiunte tra l'Unione e gli Stati membri, mobilitare il settore privato e accrescere la resilienza della società alla disinformazione;
  • chiesto un intervento rapido e decisivo, a livello sia europeo sia nazionale, per assicurare elezioni europee e nazionali libere e regolari.

Ha inoltre invitato il Consiglio a proseguire i lavori al riguardo e a riferire al Consiglio europeo a marzo 2019.

Lotta contro il razzismo e la xenofobia
Il Consiglio europeo ha condannato tutte le forme di antisemitismo, razzismo e xenofobia, e sottolineato l'importanza di combattere l'intolleranza. Ha inoltre accolto con favore l'adozione, il 6 dicembre 2018, della dichiarazione del Consiglio relativa alla lotta contro l'antisemitismo.
Dialoghi e consultazioni con i cittadini e preparativi per l'agenda strategica

Il Consiglio europeo si è compiaciuto dello svolgimento dei dialoghi con i cittadini e delle consultazioni dei cittadini, che ha costituito un'opportunità senza precedenti di coinvolgere i cittadini europei e potrebbe servire da fonte di ispirazione per ulteriori consultazioni e dialoghi. Secondo il Consiglio europeo, la relazione congiunta elaborata dalla presidenza in carica e da quella entrante, insieme con le varie relazioni nazionali e i contributi delle altre istituzioni europee, mette in luce una serie di preoccupazioni e aspettative che i cittadini partecipanti nutrono in termini di risultati concreti da parte dell'UE. Nella riunione informale in programma il 9 maggio 2019 a Sibiu, i capi di Stato o di governo discuteranno le priorità del prossimo ciclo istituzionale, allo scopo di concordare la prossima agenda strategica nel giugno 2019.

ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2018

A seguito del mandato conferito nel giugno 2018 all'Eurogruppo, il Vertice euro ha approvato tutti gli elementi della relazione dell'Eurogruppo ai leader sull'approfondimento dell'UEM, che è stata preparata in formato inclusivo. Secondo il Vertice euro, questo pacchetto globale getta le basi per un significativo rafforzamento dell'UEM.

In particolare, il Vertice euro ha approvato una dichiarazione mediante la quale:

  • approva il mandato per il sostegno comune al Fondo di risoluzione unico (SRF), che illustra le modalità con cui tale sostegno sarà reso operativo e realizzato anticipatamente, a condizione che siano stati compiuti progressi sufficienti nella riduzione dei rischi, da valutare nel 2020;
  • approva la lista di condizioni per la riforma del meccanismo europeo di stabilità (MES). Su tale base, chiede all'Eurogruppo di preparare le necessarie modifiche al trattato MES (compreso il sostegno comune al Fondo di risoluzione unico) entro giugno 2019;
  • sottolinea di attendere con interesse l'adozione definitiva del pacchetto per il settore bancario e della rete di sicurezza prudenziale per i crediti deteriorati, nel rispetto dell'equilibrio dei compromessi del Consiglio; inoltre, invita a proseguire i lavori sull'unione bancaria e chiede progressi ambiziosi entro la primavera del 2019 in merito all'Unione dei mercati dei capitali, come sottolineato nella relazione dell'Eurogruppo ai leader;
  • nell'ambito del quadro finanziario pluriennale (QFP), incarica l'Eurogruppo di lavorare all'elaborazione, alle modalità di esecuzione e alle tempistiche di uno strumento di bilancio per la convergenza e la competitività della zona euro e, su base volontaria, degli Stati membri dell'ERM II. Esso farà parte del bilancio dell'UE, sarà coerente con altre politiche dell'Unione e sarà assoggettato ai criteri e agli orientamenti strategici forniti dagli Stati membri della zona euro. Nell'ambito del QFP, sostiene la dichiarazione, sarà stabilita la portata di tale strumento; le caratteristiche dello strumento di bilancio saranno concordate nel giugno del 2019 e lo strumento sarà adottato in conformità della procedura legislativa prevista dai trattati, sulla base della pertinente proposta della Commissione che, se necessario, sarà modificata.

Infine, il Vertice euro ha preso atto della comunicazione della Commissione relativa al rafforzamento del ruolo internazionale dell'euro ed ha esortato a proseguire i lavori a tal fine.

ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2018
 
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