provvedimento 14 gennaio 2020
Studi Camera - Istituzioni Costituzione, diritti e libertà Sistema e procedimento elettorale

La I Commissione Affari costituzionali della Camera ha avviato l'esame di una proposta di legge che modifica il sistema elettorale della Camera e del Senato in senso interamente proporzionale. A tal fine vengono soppressi i collegi uninominali, previsti dalla legge vigente: tutti i deputati e i senatori verrebbero eletti in collegi plurinominali, definiti all'interno delle circoscrizioni elettorali. Inoltre, non è prevista la possibilità per le liste di unirsi in coalizione e sono rimodulate le soglie di sbarramento. Per le liste che non raggiungono tali soglie è previsto un "diritto di tribuna". L'Esecutivo è delegato ad adottare, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, un decreto legislativo per la determinazione dei collegi plurinominali, tenuto conto delle modifiche previste dalla proposta di legge. 

La legge elettorale è stata già parzialmente modificata nel corso della presente legislatura ad opera della legge 51 del 2019. Le modifiche apportate sono volte a determinare il numero di seggi da attribuire nei collegi uninominali e nei collegi plurinominali sulla base di un rapporto frazionario la cui applicazione restituisce gli stessi numeri attualmente fissati. La finalità delle modifiche è di rendere applicabile il sistema elettorale indipendentemente dal numero dei parlamentari previsto dalla Costituzione, in modo che non si rendano necessarie modifiche alla normativa elettorale qualora il numero dei parlamentari dovesse essere modificato con riforma costituzionale. Anche in questo caso è prevista una delega al Governo per la determinazione dei collegi - uninominali e plurinominali - da esercitare entro 60 giorni qualora, entro 24 mesi, intervenga la promulgazione di una legge costituzionale modificativa del numero dei parlamentari. Si ricorda che la proposta di legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari a 400 deputati e a 315 senatori elettivi (A.C. 1585) è stata approvata in seconda deliberazione nello stesso testo da entrambi i rami del Parlamento ed è stata pubblicata a fini notiziali nella Gazzetta Ufficiale il 12 ottobre 2019. 

Sempre in materia elettorale, la Camera ha approvato, all'inizio della XVIII legislatura, una proposta di legge in materia di procedimento elettorale e di esercizio di voto fuori dal comune di residenza il cui esame è in corso presso il Senato. 

apri tutti i paragrafi

La proposta di legge A.C. 2329 (on. Brescia) delinea un sistema elettorale interamente proporzionale, superando le attuali previsioni in base alle quali 3/8 dei seggi da ripartire nel territorio nazionale sono attribuiti con metodo maggioritario in collegi uninominali. La proposta rimodula inoltre le soglie di sbarramento per partecipare alla ripartizione proporzionale dei seggi.

 Nella relazione illustrativa si evidenzia che la proposta di legge interviene "al fine di meglio garantire il pluralismo territoriale e politico della rappresentanza", finalità resa più rilevante anche alla luce dell'approvazione della legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari.

 Il territorio nazionale – ai fini della elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica – resta suddiviso in circoscrizionicollegi plurinominali.

 Come previsto dal vigente sistema elettorale, inoltre, per la Camera la prima ripartizione dei seggi è effettuata nel collegio unico nazionale (CUN) e successivamente tra le circoscrizioni e quindi nei collegi plurinominali mentre per il Senato i seggi sono attribuiti direttamente nelle regioni e quindi nei collegi plurinominali.

Resta ferma, per la regione Valle d'Aosta, la costituzione, sia alla Camera sia al Senato, in un unico collegio uninominale il cui il seggio è attribuito con metodo maggioritario; al Senato, per la regione Trentino-Alto Adige permane la ripartizione nei sei collegi uninominali di cui alla legge n. 422 del 1991.

Rispetto al sistema vigente inoltre non è prevista la possibilità per le liste di unirsi in coalizione e cambia quindi, anche alla luce del superamento dei collegi uninominali, la scheda elettorale: in base alla proposta di legge infatti l'elettore dispone di un voto da esprimere per la lista. La lista di candidati in ogni collegio non può in ogni caso essere superiore al numero dei seggi assegnati nel collegio plurinominale (fino a 8) e i candidati sono proclamati eletti in base all'ordine di lista.

Sono inoltre rimodulate le soglie di accesso alla ripartizione dei seggi: in particolare, è elevata la soglia a livello nazionale dal 3% al 5% ed è ridotta - dal 20% al 15% - la soglia regionale prevista per l'elezione del Senato (per le liste che abbiano conseguito tale percentuale di voti in almeno una regione). Alla Camera la soglia regionale del 15% è calcolata solo per le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una regione ad autonomia speciale il cui statuto o le relative norme di attuazione prevedano una particolare tutela di tali minoranze linguistiche.

È inoltre previsto un ‘diritto di tribuna' per le liste che non raggiungono le soglie di sbarramento ma che ottengono, alla Camera, almeno tre quozienti in almeno due regioni e, al Senato, almeno un quoziente in ciascuna circoscrizione regionale: ai fini dei relativi calcoli è utilizzato il metodo del quoziente corretto + 2 (c.d. metodo del quoziente corretto Imperiali), con cui si riduce il numero dei voti necessari per ottenere il seggio con il quoziente intero.

 Restano infine ferme le vigenti previsioni relative alle modalità di attribuzione dei seggi con metodo proporzionale, alle proclamazioni e ai subentri in caso di vacanza di seggi.

Il Governo è delegato ad adottare, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, un decreto legislativo per la determinazione dei collegi plurinominali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, tenuto conto delle modifiche previste dalla propsota di legge.

ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2020

La legge 27 maggio 2019, n. 51 (A.C. 1616) reca Disposizioni per assicurare l'applicabilità delle leggi elettorali indipendentemente dal numero dei parlamentari.

Finalità delle modifiche è quella di sostituire l'attuale impostazione - che affida alla legge la determinazione del numero (fisso) dei seggi da attribuire nei collegi uninominali - con una determinazione rapportata al numero di parlamentari. In tal modo il sistema elettorale potrà trovare applicazione indipendentemente dal numero dei parlamentari in modo che non si rendano necessarie modifiche alla normativa elettorale qualora il numero dei parlamentari dovesse essere modificato con riforma costituzionale. 

 Le modifiche previste non incidono direttamente sulla configurazione del vigente sistema elettorale, come definito dalla legge n. 165 del 2017, essendo volte a determinare il numero di seggi da attribuire nei collegi uninominali e nei collegi plurinominali sulla base di un rapporto frazionario, pari a tre ottavi del totale dei seggi da eleggere nelle circoscrizioni, la cui applicazione restituisce sostanzialmente gli stessi numeri attualmente fissati.

Il testo reca altresì una delega al Governo per la determinazione dei collegi – uninominali e plurinominali – da esercitare entro 60 giorni qualora, entro 24 mesi, intervenga la promulgazione di una legge costituzionale modificativa del numero dei parlamentari.

 Per quanto riguarda l'iter parlamentare del provvedimento, dopo l'approvazione da parte del Senato la I Commissione Affari costituzionali della Camera ha iniziato l'esame il 27 febbraio 2019. Il 19 marzo 2919 ha deliberato lo svolgimento di una indagine conoscitiva in congiunzione con la proposta di legge costituzionale A.C. 1585, approvata dal Senato, che modifica il numero dei parlamentari determinandolo in 400 deputati e 200 senatori elettivi.

La Commissione ha concluso l'esame del provvedimento, senza apportare alcuna modifica al testo approvato dal Senato, e, nella seduta del 18 aprile 2019, ha deliberato di conferire al relatore il mandato di riferire favorevolmente in Assemblea sulla proposta di legge. L'Assemblea della Camera ha definitivamente approvato il testo nella seduta del 13 maggio 2019.

Si ricorda infine che la proposta di legge costituzionale C. 1585, approvata in prima deliberazione da entrambi i rami del Parlamento, dispone una riduzione del numero dei parlamentari, passando dagli attuali 945 a 600. Il numero dei deputati passa da 630 a 400, compresi i deputati eletti nella circoscrizione Estero, che sono ridotti da 12 a 8. Il numero dei senatori elettivi, invece, è ridotto da 315 a 200, compresi i senatori eletti nella circoscrizione Estero, che passano da 6 a 4. Si veda in proposito il tema Iniziative di riforma costituzionale.

Tabella 1 – Applicazione della legge 51 del 2019 (AC 1616) al quadro normativo vigente ed alla modifica costituzionale in corso di esame (A.C. 1585)

                                                                             Camera dei deputati

Tabella 2 – Applicazione della legge 51 del 2019 (AC 1616) al quadro normativo vigente ed alla modifica costituzionale in corso di esame (A.C. 1585)

                                                                               Senato della Repubblica

ultimo aggiornamento: 12 giugno 2019

La proposta di legge (A.C. 543-A  - A.S. 859) ha un duplice oggetto.

In primo luogo, essa introduce alcune modifiche del procedimento elettorale nel perseguimento della maggiore trasparenza nello svolgimento delle operazioni elettorali.

Tra i principali interventi si segnalano:

  • l'introduzione delle urne elettorali semitrasparenti e delle cabine che riparino solo il busto dell'elettore;
  • il divieto per il presidente di seggio di ricoprire l'incarico per due volte consecutive nello stesso seggio;
  • l'esclusione dalla funzione di componente di seggio dei condannati anche in via non definitiva per gravi reati;
  • il sorteggio degli scrutatori;
  • la riserva della metà dei posti di scrutatori ai disoccupati;
  • l'aumento del limite inferiore di elettori per seggio, da 500 a 700;
  • il divieto di assunzione di personale da parte delle aziende speciali, delle istituzioni e delle società a partecipazione pubblica locale o regionale in prossimità delle elezioni locali o regionali.

 

In secondo luogo, viene introdotta la possibilità a coloro che, per motivi di studio, lavoro o cure mediche si trovino in un comune di una regione diversa da quella di residenza, di esercitare il diritto di voto - per i referendum e per l'elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo - nel comune in cui si trovano, ancorché diverso da quello di iscrizione elettorale.

In materia di procedimento elettorale, si segnala che la legge di bilancio 2019 (art. 1, comma 968) ha introdotto la possibilità per il Governo di prorogare il termine per le elezioni suppletive nei collegi uninominali di Camera e Senato, fino ad un massimo di 180 giorni dalla data della vacanza dichiarata dalla Giunta delle elezioni, così da permettere l'accorpamento con eventuali altre consultazioni elettorali che si svolgano, entro tale termine, nel medesimo territorio.

 

ultimo aggiornamento: 2 gennaio 2019

Il 4 marzo 2018 si sono tenute le elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. I risultati elettorali sono disponibili sul sito del Ministero dell'interno

Si è votato con il nuovo sistema elettorale di tipo misto, parte proporzionale e parte maggioritario, introdotto dalla legge n. 165 del 2017. Il decreto legislativo n. 189 del 2017 ha provveduto a definire i nuovi collegi elettorali.

Per i dati di sintesi sulle elezioni del 4 marzo si veda il dossier La prima applicazione della legge elettorale n. 165/2017 di cui è disponibile anche la versione in inglese.

ultimo aggiornamento: 13 novembre 2018


I principali elementi che caratterizzano il sistema elettorale sono così individuabili:

  • il territorio nazionale è suddiviso, per le elezioni della Camera, in 27 circoscrizioni elettorali (cui si aggiunge la Valle d'Aosta) di dimensione regionale o infraregionale, e, per l'elezione del Senato, in 20 circoscrizioni regionali, corrispondenti alle regioni;
  • 231 seggi, alla Camera, e 109, al Senato, sono assegnati in collegi uninominali, costituiti all'interno delle circoscrizioni, con formula maggioritaria, in cui è proclamato eletto il candidato più votato; si aggiunge la Valle d'Aosta che si articola in un collegio uninominale maggioritario per la Camera e uno per il Senato;
  • i restanti seggi sono ripartiti con il metodo proporzionale dei quozienti interi e dei maggiori resti;
  • la ripartizione avviene, innanzitutto, per la Camera a livello nazionale: prima tra le liste e le coalizioni di liste che hanno superato le soglie di sbarramento, quindi - per ciascuna coalizione - tra le liste sopra soglia che ne fanno parte. Stabilito quanti seggi spettano a livello nazionale a coalizioni e liste, si procede al riparto proporzionale degli stessi nelle circoscrizioni procedendo - analogamente a quanto avviene a livello nazionale - prima al riparto dei seggi tra liste singole e coalizioni, quindi alla ripartizione dei seggi spettanti a ciascuna coalizione tra le liste che ne fanno parte. Queste operazioni determinano, in ciascuna circoscrizione, i seggi che spettano a ciascuna lista; i seggi sono quindi assegnati nei collegi plurinominali, in proporzione ai voti ottenuti dalle liste stesse nei collegi; al Senato la ripartizione è effettuata, con analoghe procedure, a livello regionale, tenuto conto di quanto disposto dall'art. 57 Cost.;
  • per le coalizioni è prevista una soglia del 10 per cento dei voti validi su base nazionale, quale requisito di accesso alla ripartizione dei seggi; mentre per le liste, sia singole, sia in coalizione, la soglia è del 3 per cento (previsioni specifiche sono definite per le liste rappresentative di minoranze linguistiche). Solo per il Senato sono ammesse alla ripartizione dei seggi anche le liste che hanno raggiunto il 20 per cento dei voti in almeno una regione;
  • in ciascun collegio plurinominale sono proclamati eletti, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati compresi nella lista del collegio, secondo l'ordine di presentazione;
  • l'elettore dispone di un unico voto, valido sia per l'elezione del candidato del collegio uninominale sia per la determinazione della cifra elettorale della lista e, quindi, per l'elezione dei candidati per la parte proporzionale;
  • sono previste disposizioni per favorire il rispetto dell'equilibrio di genere: i candidati nei collegi plurinominali devono essere presentati, in ciascuna lista, in ordine alternato per sesso; inoltre, nel complesso delle candidature presentate dalle liste e dalle coalizioni di liste nei collegi uninominali e nei collegi plurinominali in qualità di capolista, nessuno dei due generi può essere rappresentato, a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato, in misura superiore al 60 per cento.

Una diversa disciplina elettorale è prevista per la rappresentanza dei cittadini italiani residenti all'esterosei senatori e dodici deputati eletti con metodo proporzionale in una apposita "circoscrizione Estero".

Possono votare per corrispondenza nella circoscrizione Estero anche i cittadini temporaneamente all'estero per motivi di studio, lavoro o cure mediche, gli elettori appartenenti alle Forze armate ed alle Forze di polizia, impegnati nelle missioni internazionali, come previsto dalla legge 52/2015.

La legge di bilancio 2018 ( L. 205/2017, art. 1, comma 1123) ha disposto - per le sole elezioni politiche del 2018 - la riduzione ad un quarto del numero delle sottoscrizioni stabilito dalla legge elettorale (minimo 1.500 e massimo 2.000 per ciascun collegio plurinominale) necessarie per la presentazione delle candidature sia per le elezioni della Camera, sia del Senato. Inoltre, ha previsto l'ammissione di osservatori OCSE allo svolgimento delle votazioni (art. 1, comma 1124).  

Gli elementi essenziali del sistema di elezione delle due Camere, la disciplina della campagna elettorale e dei finanziamenti a partiti e candidati sono illustrati nel Manuale elettorale 2018 a cura della Camera dei deputati.

Sono disponibili i dossier di documentazione con la descrizione e la cartografia di ciascun collegio: 

Piemonte, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia

Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche

Lazio, Abruzzo e Molise, Campania, Puglia, Basilicata

Calabria, Sicilia, Sardegna

ultimo aggiornamento: 26 luglio 2018

Lo studio L'algoritmo elettorale tra rappresentanza politica e rappresentanza territoriale è stato elaborato nell'ambito della collaborazione tra il Servizio Studi della Camera dei deputati e il Dipartimento di Scienze Statistiche dell'Università "La Sapienza" di Roma,  avviata nella XVII legislatura su richiesta dell'Ufficio di Presidenza della I Commissione Affari Costituzionali della Camera, nel corso dell'esame delle proposte di legge di modifica del sistema elettorale (C. 3-bis e abbinate).

Il lavoro prende spunto dalla ricerca di una nuova procedura di allocazione proporzionale dei seggi (algoritmo elettorale) che si pone l'obiettivo di coniugare la corrispondenza proporzionale tra i seggi assegnati e i voti espressi in ciascuna circoscrizione - la c.d. rappresentanza politica - con il vincolo stabilito dagli articoli 56 e 57 della Costituzione, della corrispondenza proporzionale dei seggi assegnati e la popolazione di ciascuna circoscrizione, la c.d. rappresentanza territoriale.

La questione è all'attenzione del dibattito parlamentare a partire dalla riforma elettorale del 1993; la procedura stabilita dall'art. 83 del DPR 361/1957 (Testo unico Camera), che definisce l'algoritmo di ripartizione e assegnazione dei seggi nelle circoscrizioni, è infatti presente nelle leggi n. 277 del 1993, n. 270 del 2005, n. 52 del 2015 e n. 165 del 2017, come descritto in dettaglio nel volume.

Nello studio, la nuova procedura di allocazione dei seggi -  l'Algoritmo ADELE (Allocazione Dinamica Elettorale) - è stata applicata alle pregresse tornate elettorali (elezioni politiche del 1992, 2001, 2013 e del 2018 e elezioni europee del 2014).

I relativi risultati sono posti a confronto, sulla base di specifici indicatori, con quelli ottenuti dal meccanismo elettorale effettivamente adottato nelle medesime elezioni.

Sono inoltre descritti - in appendice al volume - i metodi di distribuzione dei seggi nelle circoscrizioni previsti dai sistemi elettorali adottati in Italia per la Camera dei deputati a partire dalle prime elezioni politiche del 1948, per l'elezione dei membri dell'Italia al Parlamento europeo e per l'elezione dei consigli regionali. Sempre in appendice è presente un focus sugli scostamenti di seggi attribuiti alle circoscrizioni.

CopertinaVolume

ultimo aggiornamento: 25 giugno 2019
 
dossier
 
temi di Costituzione, diritti e libertà