provvedimento 6 novembre 2018
Studi Camera - Giustizia Giustizia Inapplicabilità del rito abbreviato ai delitti puniti con l'ergastolo

Il 6 novembre 2018, la Camera dei deputati ha approvato una proposta di legge volta ad escludere l'applicazione del giudizio abbreviato, e delle conseguenti riduzioni di pena, ai delitti puniti con l'ergastolo. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.

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Il provvedimento approvato dalla Camera, con la modifica degli articoli 429, 438, 441-bis e 442 del codice di procedura penale:

  • non ammette il giudizio abbreviato per delitti per i quali la legge prevede la pena dell'ergastolo. Si tratta, ad esempio, dei delitti di devastazione, saccheggio e strage, strage, omicidio aggravato, nonché delle ipotesi aggravate di sequestro di persona;
  • prevede che la richiesta di rito abbreviato per uno di tali delitti debba essere dichiarata inammissibile dal giudice dell'udienza preliminare;
  • consente all'imputato di rinnovare la richiesta fino a che non siano formulate le conclusioni nel corso dell'udienza preliminare;
  • prevede che se, alla fine del dibattimento, il giudice riconosce che per il fatto accertato era possibile il rito abbreviato, egli debba comunque applicare al condannato la riduzione di pena prevista quando si procede con il rito speciale (diminuzione di un terzo della pena).

La proposta di legge prevede, inoltre, che quando si procede per un delitto non punito con l'ergastolo, e si applica il rito abbreviato, sia sempre possibile tornare al procedimento penale ordinario se il quadro accusatorio si aggrava e il pubblico ministero contesta un delitto punito con l'ergastolo. Di contro, se l'originaria imputazione per delitto punito con l'ergastolo viene derubricata alla fine dell'udienza preliminare, l'imputato sarà avvertito della possibilità di richiedere il rito abbreviato.

La riforma si applicherà ai soli fatti commessi successivamente alla sua entrata in vigore.

ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2018
 
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