provvedimento 31 luglio 2020
Studi - Bilancio Il Programma Nazionale di Riforma 2020 e il nuovo scostamento di bilancio

Il Programma nazionale di Riforma, presentato dal Governo l'8 luglio 2020, si inserisce nell'ambito dei documenti e delle procedure che formano il Semestre europeo, elencando le priorità di riforma definite dal Governo sulla scorta delle Raccomandazioni specifiche per l'Italia che, su proposta delle Commissione, sono state adottate dal Consiglio dell'UE a luglio 2019.

L'esame parlamentare si è concluso il 29 luglio con l'approvazione delle risoluzioni di maggioranza relative al PNR e alla richiesta di autorizzazione al nuovo scostamento di bilancio.

Consulta qui i dossier dei Servizi di documentazione del Parlamento sul Programma nazionale di Riforma e sul nuovo scostamento di bilancio.

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Il PNR 2020 nel quadro della risposta europea alla crisi sanitaria ed economica

 

E' all'esame del Parlamento il Programma Nazionale di riforma (PNR) 2020, che costituisce la sezione III del Documento di economia e finanza (DEF) 2020.

Il PNR viene solitamente presentato contestualmente al Programma di stabilità (sezione I del DEF) e al documento recante l'analisi e le tendenze della finanza pubblica (sezione II del DEF), secondo quanto previsto dalla legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009), entro il 10 aprile di ciascun anno, per l'invio al Consiglio dell'Unione europea e alla Commissione europea entro il successivo 30 aprile.

Quest'anno, invece, per effetto della crisi sanitaria ed economica conseguente alla pandemia da Covid-19, il PNR è stato trasmesso alle Camere in un momento successivo (precisamente l'8 luglio 2020)

Il Governo ha motivato tale scelta con la necessità di concentrarsi prioritariamente sulle misure di sostegno alle famiglie e alle imprese e sulle conseguenti necessità finanziarie; di avere una visione più ampia sull'evoluzione dell'epidemia in Italia; di attendere l'esito dei lavori dell'UE in merito alla risposta alla pandemia, da cui dipenderanno alcuni dei programmi del Governo; di rapportare i programmi del Governo e le iniziative di riforma non solo alle Raccomandazioni specifiche approvate nel 2019, ma anche alle Raccomandazioni del 2020.

Il Programma Nazionale di Riforma (PNR) si inserisce nell'ambito dei documenti e delle procedure che formano il Semestre europeo, elencando le priorità di riforma definite dal Governo sulla scorta delle Raccomandazioni specifiche per l'Italia che, su proposta delle Commissione, sono state adottate, nel luglio 2019, dal Consiglio dell'UE. Il PNR tiene altresì conto dei risultati delle analisi contenute nella Relazione per Paese presentate dalla Commissione europea nell'ambito del c.d. pacchetto d'inverno a febbraio 2020 e, in qualche misura, anche delle nuove Raccomandazioni specifiche per l'Italia proposte dalla Commissione europea il 20 maggio 2020 (e definitivamente approvate dal Consiglio dell'UE il 20 luglio).

L'elaborazione del PNR quest'anno si inserisce all'interno del negoziato sulla risposta europea alla crisi pandemica.

Nell'ambito della nuova proposta della Commissione europea per il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2021-2027, una delle novità più rilevanti è rappresentata dallo strumento Next Generation EU (NGEU), i cui fondi, pari 750 miliardi, si aggiungono a quelli del QFP 2021-2027.

In base all'accordo raggiunto il 21 luglio dal Consiglio europeo, le risorse di NGEU si ripartiranno in tre pilastri, attraverso 390 miliardi di sovvenzioni (grants) e 360 miliardi di prestiti (loans) agli Stati Membri.

I fondi potrebbero essere destinati ai Paesi e ai settori più colpiti dalla crisi in modo tale che il 70% del dispositivo per la ripresa e la resilienza sia impegnato nel 2021 e nel 2022, secondo i criteri di ripartizione della Commissione, mentre il 30% sarà impegnato nel 2023, tenendo conto del calo del PIL nel 2020 e nel 2021. La dotazione totale dovrebbe essere erogata entro il 2026.

La coerenza tra le priorità nazionali e quelle dell'Unione verrà assicurata dall'integrazione della procedura di selezione e finanziamento dei progetti nell'ambito del Semestre europeo. La bozza di regolamento del dispositivo per la ripresa e la resilienza proposta dalla Commissione europea prevede infatti che le richieste di finanziamento dovranno essere presentate attraverso dei Piani per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Plan, o per brevità, Recovery plan) allegati ai Programmi nazionali di riforma (PNR) e sottoposti alla Commissione al più tardi entro il 30 aprile di ciascun anno. Il Piano per la ripresa e la resilienza dovrebbe pertanto essere presentato dall'Italia alla Commissione europea ad aprile 2021, in allegato al Programma nazionale di riforma 2021. Tuttavia, attesa l'importanza del nuovo strumento per l'economia italiana, nel PNR il Governo italiano dichiara di voler pubblicare il proprio Recovery Plan già a settembre 2020, congiuntamente alla Nota di aggiornamento del DEF (NADEF), per poi inoltrarlo alla Commissione europea a metà ottobre insieme al Documento programmatico di bilancio (DPB).

 

Le priorità di riforma del Governo nel PNR 2020

 

Il Programma nazionale di Riforma 2020 è organizzato su cinque Aree prioritarie di riforma, strettamente collegate fra loro e allineate con la Strategia annuale di crescita sostenibile 2020 (ASGS 2020) e le Raccomandazioni indirizzate dal Consiglio all'Italia (CSR) nel luglio 2019.

La prima area di riforma è volta a promuovere una finanza sostenibile e la riduzione del debito pubblico, attraverso politiche fiscali a sostegno della crescita. Per raggiungere questi obiettivi il Governo agirà al fine di:

  • porre in essere una politica delle finanze pubbliche credibile e rigorosa che coniughi la flessibilità congiunturale necessaria a fronteggiare l'emergenza con un deciso percorso di riduzione del debito pubblico;
  • una revisione complessiva del sistema fiscale, per agire sulla struttura della tassazione e disegnare un fisco equo, improntato al principio di progressività, semplice e trasparente per i cittadini, che favorisca i ceti medi e le famiglie con figli.
  • rafforzare il contrasto all'evasione, per migliorare l'equità del sistema impositivo e ridurre l'elevato onere a cui sono sottoposte le famiglie e le imprese che adempiono agli obblighi fiscali.
  • valorizzare il patrimonio pubblico, con l'obiettivo di incentivare gli investimenti e la crescita economica e ridurre il debito pubblico.
  • una revisione della spesa pubblica, per liberare risorse necessarie alla riduzione del debito e riqualificare la spesa delle Amministrazioni pubbliche.

La seconda area di riforma riguarda le azioni volte a sostenere il mercato del lavoro e rafforzare il sistema di istruzione e formazione. A tal fine il Governo intende sviluppare politiche volte:

  • al sostegno congiunturale all'occupazione tramite il rafforzamento degli ammortizzatori sociali e al sostegno di imprese, lavoratori autonomi e professionisti;
  • al rafforzamento delle politiche attive del lavoro, da compiersi anche grazie al monitoraggio dei risultati del Reddito di Cittadinanza (RdC);
  • al completamento del potenziamento dell'operatività dei centri per l'impiego, rafforzandone il coordinamento, anche al fine di diffondere le migliori pratiche;
  • alla promozione della contrattazione decentrata nell'ambito di un riordino complessivo dei livelli della contrattazione, per conseguire un miglior allineamento fra i compensi e la produttività del lavoro all'interno di un sistema di contrattazione collettiva multilivello;
  • alla promozione della parità di genere;
  • a promuovere una migliore conciliazione fra vita e lavoro;
  • al superamento delle vulnerabilità del sistema scolastico, anche in termini di infrastrutture materiali ed immateriali;
  • alla valorizzazione della formazione lungo tutto l'arco della vita, in particolare dell'istruzione terziaria e del suo collegamento con il territorio;
  • al rafforzamento del sistema di prevenzione e protezione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

La terza area di riforma riguarda le politiche sociali, il sostegno alla famiglia e la lotta alla povertà. A tal fine il Governo intende sviluppare politiche volte:

  • a prevedere misure congiunturali per il sostegno alle famiglie durante la fase emergenziale:
  • all'introduzione di un Piano strutturale e integrato di politiche familiari (Family Act);
  • all'adozione di una disciplina organica (‘Codice') in materia di disabilità, finalizzata a ridisegnare il sistema di tutela e di inclusione sociale, lavorativa ed educativa delle persone con disabilità, nonché a prevedere un efficientamento dei processi di erogazione dei benefici;
  • al rafforzamento della sostenibilità, anche di lungo periodo, del sistema previdenziale e della previdenza complementare;
  • allo sviluppo del sistema dei servizi e degli interventi sociali, a partire dalle misure previste nell'ambito del Reddito di Cittadinanza, per promuovere la coesione sociale e fornire un adeguato sostegno a quanti si trovano in condizioni di difficoltà, assicurando l'integrazione tra sostegno economico ed adesione a un progetto personalizzato di inclusione;
  • alla riqualificazione dei contesti urbani e della loro vivibilità e sicurezza.
  • all'implementazione del sistema sanitario, sia in termini di strutture e strumenti, sia in termini di ricerca e personale sanitario.

La quarta area di riforma riguarda la produttività e la competitività, nonchè l'efficienza della Pubblica Amministrazione. A tal fine il Governo intende sviluppare politiche volte:

  • alla riforma della giustizia, assicurando una significativa riduzione e una maggiore prevedibilità dei tempi dei procedimenti;
  • alla liberalizzazione dei comparti dei servizi che risultano inefficienti o crescono poco per via di un'eccessiva regolamentazione, ad esempio la distribuzione di carburanti e le reti di telefonia mobile 5G;
  • al rilancio della macchina amministrativa, da realizzare attraverso semplificazioni e riduzioni degli oneri amministrativi, la riqualificazione del capitale umano, l'innovazione e la digitalizzazione delle procedure;
  • al supporto all'export e all'internazionalizzazione, attraverso il rafforzamento del ruolo di SIMEST e ICE;
  • a favorire l'accesso al credito, soprattutto delle piccole e medie imprese, anche attraverso il Fondo di Garanzia e la Cassa Depositi e Prestiti;
  • al rilancio del settore turistico e culturale.

La quinta area di riforma riguarda il sostegno agli investimenti materiali e immateriali in chiave sostenibile. A tal fine il Governo intende promuovere:

  • il sostegno degli investimenti pubblici e privati, concentrando i benefici fiscali sulle imprese che innovano puntando alla sostenibilità ambientale e sociale;
  • la revisione del Codice degli appalti, al fine di assicurare procedure più chiare e celeri;
  • il miglioramento nell'allocazione e la gestione dei Fondi Strutturali, nonché sviluppare le azioni previste nel Piano per il Sud 2030;
  • una politica industriale che consenta, in particolare, di salvaguardare le filiere produttive funzionali ad obiettivi di sicurezza e salute pubblica;
  • il rilancio tecnologico del Paese, essenziale per l'occupazione dei giovani.

Il 29 luglio la Camera dei deputati ha approvato la risoluzione di maggioranza 6/00124, con cui invita il Governo a dare piena e rapida attuazione a tutti gli interventi previsti nel PNR (una risoluzione di contenuto analogo è stata approvata anche dal Senato).

Per un esame approfondito dei contenuti del Programma nazionale di Riforma e dei relativi Allegati si rinvia al dossier dei Servizi di documentazione di Camera e Senato.

ultimo aggiornamento: 30 luglio 2020

La Relazione per un nuovo scostamento di bilancio da 25 miliardi nel 2020

Il 23 luglio 2020 il Governo ha trasmesso al Parlamento una nuova Relazione ai fini dell'autorizzazione parlamentare all'aggiornamento del piano di rientro verso l'Obiettivo di medio termine (OMT).

La Relazione è adottata ai sensi dell'articolo 6 della legge n.243 del 2012, il quale prevede che scostamenti temporanei del saldo strutturale dall'obiettvo di medio termine (OMT) assegnato all'Italia siano consentiti in caso di eventi eccezionali, sentita la Commissione europea e previa autorizzazione approvata dalle Camere, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, indicando nel contempo il piano di rientro rispetto all'OMT.

Con la Relazione il Governo chiede l'autorizzazione al Parlamento per un ulteriore ricorso all'indebitamento (comprensivo dei maggiori interessi passivi per il finanziamento del debito pubblico), di 25 miliardi di euro per l'anno 2020, 6,1 miliardi nel 2021, 1 miliardo nel 2022, 6,2 miliardi nel 2023, 5 miliardi nel 2024, 3,3 miliardi nel 2025, e 1,7 miliardi a decorrere dal 2026.

Il Governo ritiene, in questa fase, di fondamentale importanza continuare ad assicurare il sostegno al sistema produttivo e al reddito dei cittadini, supportare la ripresa e intervenire dove necessario per preservare l'occupazione. In quest'ottica, saranno prorogati gli interventi di potenziamento degli strumenti della Cassa integrazione guadagni (CIG) e verrà proseguito il sostegno ai settori maggiormente colpiti dalla crisi e alla liquidità delle imprese, anche attraverso una riprogrammazione delle scadenze fiscali dei prossimi mesi. Inoltre, verrà garantito il necessario sostegno agli enti territoriali, le cui risorse sono state ridotte dai mancati introiti fiscali degli ultimi mesi. Infine, verranno assicurate le risorse necessarie per far ripartire l'insegnamento in presenza in condizioni di sicurezza nelle scuole.

Considerata la richiesta di autorizzazione all'indebitamento formulata dalla Relazione, il nuovo livello di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è fissato all'11,9 per cento del PIL nel 2020. Il nuovo livello del debito pubblico si attesta al 157,6 per cento del PIL nel 2020.

Pur in un contesto di incertezza legato all'evoluzione della pandemia e della successiva fase di ripresa economica, il Governo conferma l'obiettivo di ricondurre verso la media dell'area euro il rapporto debito/PIL nel prossimo decennio, attraverso una strategia che, oltre al conseguimento di un adeguato surplus primario, si baserà sul rilancio degli investimenti, pubblici e privati.

Il 29 liuglio la Camera ha approvato, a maggioranza assoliuta, la risoluzione di maggioranza 6/00123, autorizzando così il nuovo scostamento di bilancio richiesto dal Governo (analoga risoluzione è stata aèèrovta, a maggioranza sssoluta, anche dal Senato).

Per un approfondimento sul nuovo scostamento di bilancio consulta il dossier dei Servizi di documentazione del Parlamento.

I precedenti scostamenti di bilancio autorizzati nel 2020

Si ricorda che per far fronte agli effetti della crisi sanitaria ed economica conseguente alla pandemia di Covid-19, nel corso del 2020 il Governo ha già trasmesso al Parlamento due relazioni, sempre ai sensi dell'articolo 6 della legge n.243 del 2012, con la richiesta di autorizzazione a scostamenti di bilancio.

La prima Relazione è stata trasmessa al Parlamento il 5 marzo 2020 (con la relativa integrazione dell'11 marzo 2020). A seguito della approvazione parlamentare è stato autorizzato uno scostamento di bilancio di 25 miliardi per il per il 2020, utilizzati a copertura delle misure introdotte con il decreto-legge n.18 del 2020 (cd. Cura Italia).

La seconda Relazione è stata trasmessa al Parlamento il 24 aprile 2020, unitamente al Documento di Economia e Finanza 2020. La seconda Relazione è intervenuta dopo la decisione del 20 marzo della Commissione Europea, che ha attenuato i vincoli del Patto di stabilità e crescita (PSC), garantendo la piena applicazione della flessibilità prevista dal Patto e consentendo una temporanea deviazione dal percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di medio termine, a condizione che non venga compromessa la sostenibilità fiscale nel medio periodo. A seguito della approvazione parlamentare è stato autorizzato uno scostamento di bilancio di 55 miliardi di euro per il 2020, utilizzati, in particolare, a copertura degli interventi adottati con il decreto-legge n.34 del 2020 (cd. Decreto Rilancio).

Per un approfondimento sui precedenti scostamenti di bilancio autorizzati nel 2020 consulta il dossier dei Servizi di documentazione del Parlamento.

 

 

ultimo aggiornamento: 23 luglio 2020
 
temi di Politica economica e finanza pubblica
 
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