provvedimento 5 ottobre 2018
Studi Camera - Istituzioni Costituzione, diritti e libertà Giustizia Contrasto alla corruzione e trasparenza dei partiti

Le Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera hanno avviato l'esame del disegno di legge del Governo, A.C. 1189, che introduce misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione e per la trasparenza dei partiti politici e delle fondazioni, con particolare riferimento al loro finanziamento.

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La prima parte del disegno di legge del Governo A.C. 1189 è dedicata alle misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, introdotte con modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, al codice civile, all'ordinamento penitenziario e ad alcune leggi speciali.

In particolare, con le modifiche al codice e al processo penale, il Governo mira ad allineare maggiormente il nostro ordinamento agli obblighi assunti dall'Italia in sede internazionale; ad inasprire e ad ampliare l'ambito applicativo delle pene accessorie già previste per i delitti di corruzione; ad aumentare le pene e riformulare specifici reati; a prevedere la collaborazione con la giustizia come speciale causa di non punibilità e ad introdurre nuove ipotesi di procedibilità d'ufficio. In sintesi, il provvedimento:

  • prevede la possibilità di perseguire, senza una richiesta del Ministro della Giustizia e in assenza di una denuncia di parte, i cittadini italiani o stranieri che commettono alcuni reati contro la P.A. all'estero;
  • amplia l'ambito applicativo e inasprisce le pene accessorie conseguenti alla condanna per reati contro la P.A. Si fa riferimento, ad esempio, all'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione e all'interdizione dai pubblici uffici, che vengono rese perpetue in caso di condanna superiore a 2 anni di reclusione. L'interdizione dai pubblici uffici permane anche in caso di riabilitazione del condannato, per ulteriori 12 anni;
  • consente una più estesa applicazione delle pene accessorie per alcuni reati contro la pubblica amministrazione, eliminando gli automatismi procedurali che ne limitano attualmente l'ambito, ad esempio intervenendo sulla disciplina del patteggiamento;
  • aumenta la durata delle sanzioni interdittive che possono essere comminate alle società e agli enti riconosciuti amministrativamente responsabili di una serie di reati contro la P.A.;
  • aumenta la pena per il delitto di corruzione per l'esercizio della funzione;
  • abroga il delitto di millantato credito, ricomprendendo anche questa condotta nel delitto di traffico di influenze illecite;
  • prevede una causa di non punibilità per colui che collabora con la giustizia, a patto che vi sia una confessione spontanea su fatti non già oggetto d'indagine e comunque che l'interessato si attivi entro 6 mesi dalla commissione del reato;
  • consente, anche in relazione ai delitti di corruzione, al giudice dell'impugnazione di accertare la responsabilità dell'imputato nonostante la prescrizione del reato al fine di provvedere comunque alla confisca allargata del denaro o dei beni frutto dell'illecito.

Per quanto riguarda la corruzione tra privati, il disegno di legge modifica le fattispecie previste dal codice civile per prevedere - tanto per la corruzione tra privati, quanto per l'istigazione alla corruzione tra privati - la procedibilità d'ufficio.

Sotto il profilo delle indagini penali, il disegno di legge estende la disciplina delle operazioni di polizia sotto copertura al contrasto di alcuni reati contro la pubblica amministrazione.

Per quanto riguarda la fase successiva alla condanna penale, la riforma modifica l'ordinamento penitenziario per inserire alcuni delitti contro la pubblica amministrazione nel catalogo dei reati che precludono, in caso di condanna, l'accesso ai benefici penitenziari e alle misure alternative alla detenzione, a meno di collaborazione con la giustizia.

ultimo aggiornamento: 9 ottobre 2018

La seconda parte del disegno di legge del Governo A.C. 1189, recante misure anticorruzione, reca disposizioni in materia di trasparenza e controllo dei partiti e movimenti politici nonché disposizioni riguardanti le fondazioni politiche. 

Per quanto riguarda i partiti politici, le nuove disposizioni sono volte a rafforzare gli obblighi di trasparenza sia in ordine ai contributi ricevuti, sia alla presentazione delle candidature

E' previsto, in particolare, l'obbligo per i partiti di riportare nel rendiconto e di pubblicare sul proprio sito istituzionale l'importo delle contribuzioni ricevute e il valore delle prestazioni gratuite erogate superiori a 500 euro, corredati  dall'indicazione dell'identità dell'erogante, l'entità del contributo o prestazione e la data dell'erogazione. Con l'erogazione dei contributi o delle prestazioni si intende prestato il consenso alla pubblicità dei dati. Viene posto il divieto da parte dei partiti di ricevere contributi da parte di governi o enti pubblici di Stati esteri, da persone giuridiche con sede in un altro Stato, da persone fisiche maggiorenni non iscritte alle liste elettorali o private del diritto di voto.

Sono altresì specificate le finalità per le quali possono essere utilizzati i contributi e prestazioni ricevuti: spese amministrative, per attrezzature tecniche, manifestazioni, riunioni, studi, attività di comunicazione, ogni altra spesa connessa alla realizzazione degli obiettivi politici previsti dallo statuto.

Inoltre, in occasione di competizioni elettorali (salvo le elezioni comunali sotto i 15.000 abitanti) è previsto per i partiti e movimenti politici l'obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale il curriculum vitae dei propri candidati ed il relativo certificato penale rilasciato dal casellario giudiziario non oltre 20 giorni prima della data fissata per le elezioni. 

Per i soggetti titolari di cariche elettive e di governo, inclusi i tesorieri dei partiti politici, viene introdotto l'obbligo di corredare la dichiarazione patrimoniale e di reddito con l'indicazione di quanto ricevuto per ogni importo annuo superiore a 500 euro (anziché 5.000), ricevuto direttamente o attraverso comitati di sostegno; deve esserne al contempo data evidenza nel sito internet del Parlamento italiano.

Viene inoltre abbassato a 1.000 euro (da 5.000 euro) il tetto annuo di finanziamento o contribuzione al raggiungimento del quale è previsto l'obbligo di sottoscrivere una dichiarazione congiunta tra il soggetto erogante ed il beneficiario, superando la deroga prevista per i versamenti effettuati con mezzi di pagamento diversi dal contante che consentano di garantire la tracciabilità dell'operazione e l'identità dell'autore.

In relazione alle fondazioni politiche, si dispone l'applicazione dei medesimi obblighi in materia di trasparenza e rendicontazione stabiliti per i partiti politici visti sopra. 

Sono considerate fondazioni politiche:

  • quelle la cui composizione degli organi direttivi sia determinata in tutto o in parte da deliberazioni di partiti;
  • quelle il cui scopo sociale consista nell'elaborazione di politiche pubbliche e i relativi organi direttivi siano composti in tutto o in parte da persone che rivestono la qualità di esponenti di partiti;
  • quelle che erogano somme a titolo di liberalità o contribuiscono in misura pari o superiore a 5.000 euro annui al finanziamento di iniziative o servizi a titolo gratuito in favore di partiti, loro articolazioni interne, esponenti politici o candidati a cariche istituzionali elettive.

Inoltre, è introdotto il divieto per un partito o movimento politico di "collegarsi" più di una fondazioneassociazione o comitato per i quali ricorra uno dei suddetti elementi.

Infine, è posta in capo alla Commissione per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici l'applicazione delle sanzioni previste in base al nuovo assetto normativo.

ultimo aggiornamento: 9 ottobre 2018
 
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