segnalazione 24 giugno 2020
Studi - Finanze Cerimonia di parificazione del rendiconto generale dello stato

Il 24 giugno 2020 si è svolta a Roma, nell'Aula delle Sezioni riunite della sede centrale della Corte dei conti, la cerimonia di parificazione del Rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2019.  Nella requisitoria orale del procuratore generale è stato affermato inoltre che appare non più rinviabile un intervento in materia fiscale che riduca, per quanto possibile, le aliquote sui redditi dei dipendenti ed anche dei pensionati che, pur essendo fuori dal circuito produttivo, frequentemente sostengono le generazioni più giovani, oltreché le imposizioni gravanti sulle imprese alle quali sono affidate le concrete speranze di un rilancio del Paese.

Nella relazione presentata, in sintesi, si sottolinea che nell'esercizio 2019, le entrate finali accertate sono state pari a 605,6 miliardi (+2,4 per cento rispetto al 2018). Emerge un andamento crescente delle entrate tributarie accertate, con le seguenti differenze: all'aumento dell'IRPEF, dell'IRES e dell'IVA e di altre imposte dirette e indirette (accise e oli minerali, genere monopoli e altre indirette), si contrappone la contrazione delle sostitutive, dell'imposta di registro, di bollo e dell'imposta sostitutiva. Le entrate extratributarie, rispetto all'esercizio 2018, registrano un incremento più a livello di somme accertate che di incassi (pur sempre in aumento).

In materia di contrasto dell'evasione la Corte evidenzia che deve ancora una volta rilevarsi come gli strumenti e le modalità operative di gestione del rapporto con i contribuenti di cui attualmente dispone l'Amministrazione fiscale non siano in grado di determinare una significativa riduzione dei livelli di evasione che caratterizzano il settore dell'IVA e dell'imposizione sui redditi.

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