segnalazione 13 settembre 2018
Studi Camera - Trasporti Piano nazionale assegnazione frequenze televisive: decreto di suddivisione del territorio nazionale in quattro aree geografiche.

E' stato pubblicato nella G.U. del 12 settembre 2018, il decreto del MISE 8 agosto 2018 che, in attuazione dell'art. 1, comma 1032 della legge di bilancio 2018 (legge n.  205 del 2017), suddivide il territorio nazionale in quattro aree geografiche, riportate nella Tabella 1 allegata al decreto, per assicurare il rilascio delle frequenze da parte di tutti gli operatori di rete titolari di relativi diritti d'uso in ambito nazionale e locale e la ristrutturazione del multiplex contenente l'informazione regionale da parte del concessionario del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale.

Il decreto ha anche lo scopo di evitare o ridurre problemi interferenziali verso i Paesi radio-elettricamente confinanti che utilizzino la banda 700 MHz per il servizio mobile con scadenze anticipate rispetto all'Italia, in coerenza con le aree tecniche utilizzate nel Piano nazionale di assegnazione delle frequenze (PNAF 2018, approvato dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con delibera n. 290/18/CONS ).

Il decreto tiene conto della necessita' di prevedere un calendario per il periodo di transizione, che va dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2022, con una sequenza di rilasci e accensioni delle frequenze tale da garantire la compatibilità degli impianti e assicurare la continuità tra aree limitrofe. Sono in particolare previsti due periodi transitori, il primo dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2021 ed il secondo dal 1° settembre 2021 al 30 giugno 2022, suddivisi rispettivamente in quattro e in tre fasi temporali, cui sono associate rispettivamente le quattro aree geografiche secondo criteri definiti dal decreto. Il calendario del periodo transitorio nelle quattro aree geografiche è definito dalle Tabella 3 e 5, allegate al decreto.

Le quattro aree geografiche individuate sono le seguenti:

  • Area 1: Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sardegna;
  • Area 2: Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia tranne la Provincia di Mantova, province di Trento, Bolzano e Piacenza;
  • Area 3: Veneto, Provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna tranne la Provincia di Piacenza, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Province di Cosenza e Crotone;
  • Area 4: Sicilia, province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro.

Per ogni area geografica di cui alla Tabella 1, secondo il calendario di cui all'art. 3, sono attivate le frequenze pianificate dal PNAF 2018 e assegnate dal Ministero dello sviluppo economico agli operatori di rete ed al concessionario del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, relativamente alle frequenze del multiplex del servizio pubblico contenente l'informazione regionale.

In ciascuna delle quattro aree, sono inoltre istituite una serie di aree geografiche più ristrette, elencate anch'esse in Tabella 2, interessate dai rilasci delle frequenze dei canali 50 e 52 da parte degli operatori nazionali titolari dei relativi diritti d'uso.

Nello stesso decreto è stato previsto, all'articolo 5, che il formato MPEG4 sarà lo standard da utilizzare per il segnale televisivo: il decreto dispone in tal senso che in coincidenza con l'avvio delle attività del periodo transitorio nell'Area 1 di cui alla Tabella 1, sia disposta sull'intero territorio nazionale la dismissione della codifica MPEG2 in favore della codifica MPEG4 su standard DVBT. 

Per approfondimenti si veda il testo del decreto del MISE.