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Cittadinanza e immigrazione

La gestione dei flussi migratori è stato uno dei temi centrali sia a livello di Unione europea sia a livello nazionale ed internazionale degli ultimi anni. Le linee programmatiche della legislatura in corso in materia di sicurezza ed immigrazione sono state illustrate dal Ministro dell'interno, Matteo Salvini, nel corso dell'audizione svolta presso le Commissioni riunite Affari costituzionali della Camera e del Senato nelle sedute del 25 luglio 2018.

Successivamente il Governo ha adottato il decreto-legge n. 113 del 2018 in materia di immigrazione e sicurezza: viene in particolare sostituito l'istituto del permesso di soggiorno per motivi umanitari con il rilascio di permessi di soggiorno "speciali" in caso di condizioni di salute di eccezionale gravità, situazioni contingenti di calamità naturale nel Paese di origine, atti di particolare valore civile. Sono previste disposizioni volte a velocizzare l'esame delle domande di protezione internazionale, quali l'introduzione di una procedura accelerata in caso il richiedente sia sottoposto a procedimento penale o condannato per gravi reati e la possibilità di definire  un elenco di Paesi di origine sicuri. Modifiche sono apportate al Sistema di accoglienza dei migranti, prevedendo, tra l'altro, che il sistema di "seconda accoglienza", a cura degli enti locali, (SPRAR) sia riservato esclusivamente ai titolari di protezione internazionale e ai minori stranieri non accompagnati e non anche, come in precedenza, anche ai richiedenti asilo. Alcune misure sono finalizzate al contrasto dell'immigrazione clandestina, tra cui il prolungamento del periodo massimo di trattenimento degli stranieri nei Centri di permanenza per i rimpatri (CPR) e l'estensione dell'efficacia del divieto di reingresso dello straniero espulso in tutta l'area Schenghen. E' inoltre prevista la revoca della cittadinanza (acquisita per matrimonio o naturalizzazione ovvero concessa allo straniero nato e residente in Italia fino alla maggiore età) in caso di condanna definitiva per reati di terrorismo ed eversione.

Negli ultimi anni in Italia molte misure normative hanno riguardato i diversi profili del fenomeno a partire dalle procedure di concessione della protezione internazionale così da rendere più celeri le fasi di esame delle domande e da assicurare le garanzie nella fase istruttoria previste nell'ambito del Sistema europeo di asilo. Per tali finalità erano state in particolare aumentate le risorse destinate alle diverse fasi, rafforzata la struttura delle commissioni territoriali ed incrementato il relativo personale. E' stato, al contempo, definito un corpus normativo unitario delle norme sull'accoglienza di chi chiede protezione internazionale e delle procedure per il riconoscimento e la revoca di tale status - con il d. lgs. 142/2015 - ed approvata una disciplina legislativa unitaria dedicata ai minori stranieri non accompagnati, con la legge n. 47/2017.

Prosegue inoltre l'attività di cooperazione internazionale con i Paesi di origine ed è stato elaborato, nel 2016, un Codice di condotta per le ONG impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti in mare.

Anche alla luce degli impegni assunti a livello europeo, negli ultimi anni sono stati attivati sul territorio diversi hotspot che provvedono all'identificazione dei migranti con la collaborazione di funzionari di Easo, Frontex ed Europol. In precedenza, con le misure di urgenza adottate nel 2017 erano state introdotte nuove disposizioni in materia di identificazione degli stranieri soccorsi in mare e potenziata la rete dei centri di permanenza per i rimpatri (CPR), strutture a capienza limitata da dislocare su tutto il territorio nazionale. 

Alla Camera dei deputati ha altresì operato - per la prima volta nella XVII legislatura - una Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di trattenimento dei migranti nei centri di accoglienza. La Commissione ha approvato una relazione conclusiva, con cui ha ripercorso le diverse fasi dell'accoglienza (primissima, prima e seconda accoglienza) con un focus sui profili problematici delle procedure e della relativa attuazione.

E' stata inoltre istituita con legge la Giornata nazionale della memoria delle vittime dell'immigrazione per ricordare, il 3 ottobre di ogni anno, le gravi perdite di vite umane.

Tema centrale delle ultime legislature è stato altresì quello delle proposte di modifica del procedimento per l'acquisto della cittadinanza, a partire dalla possibilità di estendere – sul modello di altri Paesi UE - i casi di acquisizione della cittadinanza per nascita (ius soli) e di agevolare l'accesso alla cittadinanza ai minori che hanno compiuto gli studi in Italia (ius culturae).

Sono inoltre state definite, anche nell'ambito della fase discendente di attuazione delle norme dell'Unione europea, misure per la tutela dei diritti e il lavoro, in particolare a carattere stagionale, dei cittadini extra UE, quali il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari alle vittime straniere di atti di violenza in ambito domestico, per la prevenzione e la repressione della tratta degli esseri umani, per la semplificazione dei procedimenti e per i lavoratori stagionali di Paesi terzi. E' al contempo proseguita la programmazione annuale, con il cosiddetto ‘decreto-flussi'.

 
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