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Ambiente e gestione del territorio

L'Unione europea pone, da diversi anni, le politiche ambientali al centro di una strategia di sviluppo basata sulla sostenibilità e sull'uso efficiente delle risorse. Con il Green Deal europeo viene previsto un ulteriore rafforzamento di tale strategia e, al fine di contrastare i cambiamenti climatici, l'azzeramento delle emissioni nette di gas serra entro il 2050. I temi in questione hanno un ruolo centrale anche nell'agenda politica del Governo e del Parlamento italiani. Ingenti stanziamenti sono stati previsti dalla legge di bilancio 2020 (che include disposizioni per un green new deal italiano), Da ultimo, diversi schemi di decreti legislativi finalzzati all'attuazione di norme europee per la promozione dell'economia circolare sono stati presentati dal Governo alle Camere per l'acquisizione dei pareri da parte delle competenti Commissioni parlamentari.

Temi centrali dell'agenda politica sono inoltre il contrasto al dissesto idrogeologico, la tutela delle acque e la ricostruzione e il sostegno delle popolazioni colpite dagli eventi sismici, in particolare quelli avvenuti in Italia centrale a partire dal 24 agosto 2016.

Per compiere un ulteriore e decisivo sforzo contro i cambiamenti climatici e il degrado ambientale, che da anni rappresentano tematiche su cui si incentrano le politiche europee, l'UE ha lanciato, nel dicembre 2019, il Green Deal europeo, una tabella di marcia con una serie di azioni per rendere sostenibile lo sviluppo dell'UE.

Poco dopo, nel gennaio 2020, la Commissione europea ha presentato il piano di investimenti del Green Deal europeo e del meccanismo per una transizione giusta e, a seguire, nel mese di marzo, una proposta legislativa sul clima, intesa a garantire un'Unione europea a impatto climatico zero entro il 2050, nonché una proposta di un piano d'azione per l'economia circolare incentrato sull'uso sostenibile delle risorse.

Nella nota di aggiornamento al DEF 2019 è stato sottolineato che "un Green New Deal italiano ed europeo, orientato al contrasto ai cambiamenti climatici, alla riconversione energetica, all'economia circolare, alla protezione dell'ambiente e alla coesione sociale e territoriale, sarà il perno della strategia di sviluppo del Governo. Esso si inserirà nell'approccio di promozione del benessere equo e sostenibile, la cui programmazione è stata introdotta in Italia in anticipo sugli altri paesi europei e che il Governo intende rafforzare in tutte le sue dimensioni". 

Tale enunciato è stato normativamente tradotto in una serie di disposizioni inserite nei commi 85 e seguenti della legge di bilancio 2020 (L. 160/2019) che recano misure volte alla realizzazione di un piano di investimenti pubblici per lo sviluppo di un Green new deal italiano, con l'istituzione di un Fondo da ripartire con dotazione di 4,24 miliardi di euro nel periodo 2020-2023 destinato ad una serie di finalità, tra cui in particolare il finanziamento di interventi volti alla riduzione delle emissioni di gas serra, al sostegno di progetti economicamente sostenibili, nonché al supporto all'imprenditoria giovanile e femminile, di riduzione dell'uso della plastica e per la sostituzione della plastica con materiali alternativi.

Nella stessa legge di bilancio sono inoltre contenute ulteriori disposizioni degne di nota; in particolare si ricordano le disposizioni recate dai commi 14-15, 24-25 e 27, che hanno previsto l'istituzione di un Fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle Amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese, con una dotazione complessiva di circa 20,8 miliardi di euro per gli anni dal 2020 al 2034. Le risorse sono destinate, in particolare, ad investimenti finalizzati all'economia circolare, alla decarbonizzazione dell'economia, alla riduzione delle emissioni, al risparmio energetico, alla sostenibilità ambientale, e, in generale, ai programmi di investimento e ai progetti a carattere innovativo, anche attraverso contributi ad imprese ad elevata sostenibilità e che tengano conto degli impatti sociali.

Di estrema rilevanza per l'attuazione dell'economia circolare sono inoltre le disposizioni contenute negli schemi di decreto legislativo nn. 166, 167, 168 e 169, trasmessi al Parlamento in attuazione della delega recata dagli articoli 14, 15 e 16 della legge 4 ottobre 2019, n. 117 (legge di delegazione europea 2018). Tali schemi di decreto, assegnati alla Commissione VIII (Ambiente) per l'espressione del prescritto parere, recano infatti le norme di recepimento delle direttive che costituiscono il c.d. pacchetto di misure sull'economia circolare approvato dall'UE nel maggio 2018.

Tale pacchetto modifica sei direttive in materia di rifiuti e discariche: la direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) e le direttive "speciali" in materia di rifiuti di imballaggio (1994/62/CE), discariche (1999/31/CE), rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, cosiddetti RAEE (2012/19/UE), veicoli fuori uso (2000/53/CE) e rifiuti di pile e accumulatori (2006/66/CE). I principali obiettivi introdotti dal pacchetto, da recepire nell'ordinamento nazionale, riguardano:
- il riciclaggio entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035);
- la riduzione dello smaltimento in discarica, che dovrà scendere al 10% entro il 2035;
- il riciclaggio del 65% degli imballaggi entro il 2025 e del 70% entro il 2030.

In tema di lotta ai cambiamenti climatici, un importante intervento nomativo operato nel corso della presente legislatura è rappresentato dal c.d. decreto clima (decreto-legge n. 111/2019). Degna di nota anche l'adozione definitiva del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC) che recepisce le novità contenute nel citato D.L. 111/2019 nonché quelle sugli investimenti per il green new deal previste nella legge di bilancio 2020 (L. 160/2019).

In tema di tutela e gestione delle acque, l'attività parlamentare svolta nella legislatura in corso ha riguardato principalmente un pacchetto di norme per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne (cd. legge salvamare); il relativo disegno di legge, già approvato dalla Camera, è attualmente all'esame del Senato.

I principali interventi normativi adottati hanno invece riguardato il Piano nazionale di interventi nel settore idrico e la gestione commissariale per il coordinamento e la realizzazione degli interventi funzionali a garantire il superamento del contenzioso europeo in materia di acque reflue.

Relativamente al contrasto del dissesto idrogeologico, nella legislatura in corso è stata modificata la governance del settore ed è stato approvato un piano nazionale che prevede risorse per il triennio 2019-2021 pari a circa 10,9 miliardi di euro. Numerose disposizioni normative in materia di dissesto idrogeologico sono inoltre contenute nelle leggi di bilancio 2019 e 2020.

Per quanto riguarda invece i territori colpiti da eventi sismici, nella legislatura in corso sono stati adottati diversi interventi a favore delle popolazioni delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessate dal sisma verificatosi a far data dal 24 agosto 2016, nonché varie misure a favore di territori colpiti da altri eventi sismici.

 
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