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Ricerca

In Italia, l'attività di ricerca e  innovazione tecnologica rappresenta la chiave di volta per sostenere la produttività e il miglioramento del tenore di vita e rappresenta dunque una sfida-chiave per il Paese.

Il livello di investimenti in ricerca e sviluppo in Italia è ancora inferiore a quello degli altri paesi dell'UE. E' vigente e pienamente operativo dal luglio 2016 il Programma nazionale per la ricerca (PNR) per il quinquennio 2015-2020, adottato con delibera del CIPE 1 maggio 2016, che si fonda sugli obiettivi europei di Horizon 2020.

In tema di ricerca applicata, si segnala il Documento di Economia e Finanza per il 2018,  che evidenzia come siano state già attivate risorse a valere sul Fondo Crescita Sostenibile, unitamente a quelle del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti istituito presso Cassa depositi e prestiti, per interventi agevolativi a favore di progetti di ricerca e sviluppo di Agenda digitale e industria sostenibile.

Nell'audizione programmatica davanti alla VII Commissione della Camera e alla 7^ Commissione del Senato dell'11 luglio 2018, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha preliminarmente evidenziato che per promuovere lo sviluppo è necessario investire in attività di ricerca.

In particolare, il Ministro – osservando che i ricercatori italiani risultano sempre ai primi posti delle classifiche mondiali, malgrado il ridotto livello di finanziamento delle attività di ricerca, sia in termini assoluti, sia in relazione agli investimenti di altri paesi, europei e non – ha sottolineato la necessità di incrementare le risorse destinate agli enti di ricerca, anzitutto agendo sui relativi fondi di finanziamento e rivedendo i criteri per la ripartizione degli stessi.

Inoltre, ha reso nota l'intenzione di incentivare l'utilizzo del partenariato pubblico-privato, di attingere quanto più possibile ai fondi messi a disposizione dalla Commissione europea, comprese le risorse afferenti al prossimo programma quadro in materia di ricerca e innovazione Horizon Europe 2021-2027, e di lavorare per attrarre al massimo finanziamenti esteri.

Il Ministro ha quindi osservato che è arrivato il momento di elaborare un piano strategico pluriennale per l'università e la ricerca, che affronti in maniera unitaria le diverse criticità, e di valutare la creazione di un'agenzia nazionale della ricerca.

Sul tema della c.d. fuga dei cervelli, il Ministro ha ricordato come sia assolutamente fisiologico che un ricercatore senta l'esigenza di affrontare un periodo di studio o di lavoro all'estero – dal momento che la ricerca, per sua stessa natura, è transnazionale –, ma che il problema è piuttosto il mancato ritorno di questi giovani talenti, che porta a una depauperazione intellettuale e scientifica che il nostro paese non può più permetterci.

E' dunque necessario creare le condizioni affinché, dopo un periodo più o meno lungo, i giovani talenti possano rientrare in Italia, riallineando il loro salario a quello dei principali centri di ricerca, dando loro la possibilità di sviluppare un percorso di carriera e di disporre di laboratori adeguati e finanziati in maniera costante.

 
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