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Fisco

Le più recenti linee di politica fiscale includono misure volte a ridurre il carico fiscale sul lavoro, a razionalizzare l'imposta locale sugli immobili e a sterilizzare le cd. clausole di salvaguardia. Con la legge di bilancio 2020 sono state introdotte norme antifrode e antievasione e, più in generale, misure volte a favorire la compliance dei contribuenti. A tali politiche si sono affiancati numerosi interventi di sostegno fiscale per le famiglie e le imprese.

Per far fronte all'emergenza Coronavirus sono state adottate numerose misure straordinarie dirette a prevenirne ed arginarne l'espansione e gli effetti sul sistema economico. Si tratta di provvedimenti d'urgenza emanati a breve distanza l'uno dall'altro e concatenati tra loro.

Il decreto-legge n. 9/2020, le cui misure sono poi confluite nel successivo più ampio intervento legislativo contenuto nel decreto-legge n.18/2020 Cura Italia (L. n. 27/2020),  il decreto-legge n. 23 del 2020 Liquidità (Legge n. 40/2020), il decreto-legge n. 34 del 2020 Rilancio (AS 1874, L. n. 77/2020) e il D.L. n. 104 del 2020 (A.S. 1925), decreto-legge Agosto, hanno introdotto numerose forme di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese.

Particolare rilievo assumono le misure a sostegno della liquidità del tessuto economico produttivo contenute nel decreto legge Liquidità (qui il dossier). Tale ultimo provvedimento ha da un lato modificato e dall'altro implementato gli interventi straordinari già introdotti dal D.L. n. 18/2020. Ciò anche grazie al nuovo quadro regolatorio degli aiuti di Stato nel frattempo intervenuto (cfr. relativo tema dell'attività parlamentare sullo State Aid Temporary Framework della Commissione UE).

Interventi a sostegno della liquidità delle imprese sono anche contenuti nel decreto-legge n. 34 del 2020  (qui il dossier di sintesi).

Con riguardo alle risorse stanziate dai predetti decreti-legge per il contrasto all'emergenza epidemiologica e ai connessi effetti sociio-economici, si rinvia al seguente dossier riguardante le somme autorizzate con i primi due scostamenti di bilancio e i relativi impieghi.
Si rinvia anche al tema dell'attività parlamentare sulle iniziative per fronteggiare la diffusione del COVID-19
e alle Faq del Mef.

Per la risposta delle istituzioni dell'Unione europea all'epidemia di coronavirus, con particolare riferimento alle misure finalizzate a controbilanciare gli effetti socio-economici della crisi ed alla gestione delle frontiere esterne, si rinvia alla pagina istituzionale della Commissione UE, al tema sul Consiglio europeo straordinario del 17-18 luglio 2020 e alla Nota  su atti dell'Unione europea del Servizio Studi del Senato. Per una panoramica degli interventi legati all'emergenza adottati nel settore bancario si veda l'apposita sezione del sito della Banca d'Italia.

Il  decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3, contenente misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente (A.C. 2423) dispone un trattamento integrativo in favore di lavoratori, dipendenti e assimilati, appartenenti sia al comparto privato che pubblico, con reddito complessivo lordo non superiore a 28.000 euro; prevede inoltre un'ulteriore detrazione, parametrata al reddito e riconosciuta dalla medesima data,per i redditi superiori a 28.000 euro e fino a 40.000 euro. 

La  legge di bilancio 2020 prevede la sterilizzazione completa delle clausole di salvaguardia sulle imposte indirette per l'anno 2020; istituisce un Fondo per la progressiva riduzione del carico fiscale  sul lavoro e modifica la tassazione dei redditi personali rimodulando, tra l'altro, le vigenti detrazioni IRPEF in base al reddito dei contribuenti; riforma le imposte locali (IMU e canoni) e la relativa riscossione; proroga al 2020 le detrazioni per interventi di efficienza energetica, di ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, introducendo un nuovo bonus facciate, e inserisce misure in favore della crescita delle imprese, tra cui l' ACE e alcuni crediti d'imposta nell'ambito delle misure fiscali di sostegno del Piano industria 4.0.

Come anticipato, la legge di bilancio introduce una complessiva riforma dell'assetto dell'imposizione immobiliare locale, con l'unificazione delle due vigenti forme di prelievo (l'Imposta comunale sugli immobili, IMU e il Tributo per i servizi indivisibili – TASI) in un unico testo.

 Sul sito del MEF-Dipartimento finanze è stato pubblicato il Rapporto-Gli Immobili in Italia circa la situazione patrimoniale e catastale degli immobili italiani e i loro utilizzi. Tra i dati presenti nello studio emerge che il gettito dell'IMU è stato pari nel 2018 a 18,7 miliardi e quello della TASI a 1,1 miliardi per un ammontare complessivo di 19,8 miliardi. Il gettito complessivo del 2018 risulta diminuito in misura significativa rispetto al 2012 (-4,9 miliardi di euro) per effetto delle numerose modifiche intervenute nella disciplina della tassazione immobiliare locale, mentre le imposte indirette sui trasferimenti e sulle locazioni sono cresciute gradualmente: nel 2016 erano pari a circa 10,8 miliardi di euro, nel 2017 ammontavano a 12,1 miliardi, nel2018 risultavano pari a 12,2 miliardi di euro. E' stato pubblicato sul sito dell'Agenzia delle entrate anche il rapporto Statistiche catastali 2019. In sintesi, lo stock immobiliare censito negli archivi catastali italiani al 31.12.2019 consiste di quasi 76 milioni di immobili o loro porzioni, di cui circa 65,6 milioni sono censite nelle categorie catastali ordinarie e speciali, con attribuzione di rendita, poco più di 3,5 milioni sono censite nelle categorie catastali del gruppo F, che rappresentano unità non idonee, anche se solo temporaneamente, a produrre ordinariamente un reddito (aree urbane, lastrici solari, unità in corso di costruzione o di definizione, ruderi) e poco più di 6,7 milioni sono beni comuni non censibili, cioè di proprietà comune e che non producono reddito, o unità ancora in lavorazione (circa 84 mila). Non considerando gli immobili che non producono reddito del gruppo F, i beni comuni non censibili e gli immobili in lavorazione,  la maggior parte degli immobili è censita nel gruppo A (circa il 55%) e nel gruppo C (oltre il 42%), dove sono compresi, oltre ad immobili commerciali (negozi, magazzini e laboratori) anche le pertinenze delle abitazioni, ovvero soffitte, cantine, box e posti auto.In termini di rendita catastale, la quota maggiore è ancora rappresentata dagli immobili del gruppo e C, che corrispondono a circa i 2/3 del totale. Le unità del gruppo D rappresentano, di contro, una rilevante quota di rendita del patrimonio immobiliare italiano, il 28% circa, a fronte di una quota di solo il 2,5% in termini di numero di unità.

ll decreto-legge n. 124 del 2019, che costituisce – secondo quanto rilevato nella Nota di aggiornamento al DEF e nel Documento Programmatico di Bilancio – parte integrante della manovra finanziaria, contiene disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili. I primi quattro Capi del decreto-legge contengono norme di natura tributaria. Il Capo V contiene invece disposizioni eterogenee, emanate per esigenze indifferibili. Consulta qui il dossier sull'A.C. 2220-A/R.

Il decreto contiene misure di contrasto all'evasione e alle frodi fiscali, con particolare riferimento alla filiera della distribuzione dei prodotti energetici, alla documentazione elettronica delle operazioni soggette a IVA, a forme di incentivo all'uso di strumenti di pagamento tracciabili e alla trasmissione telematica dei corrispettivi. Mira inoltre a contrastare fenomeni illegali nel settore dei giochi, attraverso l'istituzione del Registro unico degli operatori del gioco pubblico e il divieto agli operatori finanziari di trasferire somme di denaro ad operatori di gioco illegali che operano sul territorio nazionale. Sono inasprite le pene per i reati tributari e abbassate alcune soglie di punibilità; si introduce inoltre, in caso di condanna, la confisca dei beni di cui il condannato abbia disponibilità per un valore sproporzionato al proprio reddito (c.d. confisca allargata). Viene modificata la disciplina della responsabilità amministrativa degli enti, per prevedere specifiche sanzioni amministrative quando il reato di dichiarazione fraudolenta è commesso a vantaggio di tali persone giuridiche.

Tra le numerose modifiche intervenute nel corso dell'esame parlamentare si segnala l'introduzione di una nuova disciplina dei Piani individuali di risparmio a lungo termine-PIR, che sostanzialmente recepisce l'A.C. 2128, all'esame della Commissione Finanze. Si rinvia alla documentazione web per ulteriori informazioni.

Nel decreto-legge "crescita" (decreto-legge n. 34 del 2019) sono state introdotte misure fiscali volte a promuovere la crescita economica. Tra di esse si segnalano, in particolare: la tassazione agevolata per gli interventi di sostituzione di vecchi edifici; l'estensione delle detrazioni per gli interventi di rafforzamento antisismico realizzati mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici e le semplificazioni degli incentivi fiscali per interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico e la riapertura al 31 luglio 2019 di alcune misure di "pace fiscale", ossia la rottamazione-ter e il saldo e stralcio per contribuenti in difficoltà economica. In tale provvedimento è confluito anche il complesso di misure di semplificazione fiscale e di riduzione degli oneri amministrativi a carico dei contribuenti, di sostegno alle attività economiche e di contrasto all'evasione fiscale (leggi qui il dossier di documentazione) contenute nella proposta di legge A.C. 1074, già approvato dalla Camera. La Commissione VI Finanze della Camera ha svolto un approfondito ciclo di audizioni sulla proposta. 

 Secondo i dati riportati dall'Agenzia delle entrate e presentati in occasione del Forum italiano sulla fatturazione elettronica del 20 gennaio 2020, dal 1° gennaio 2019 (data di entrata in vigore dell'obbligo di fatturazione elettronica) sono state emesse 2.054.000.000 di fatture elettroniche delle quali:

  • il 55% per operazioni tra soggetti passivi (cosiddette B2B – business to business);
  • il 44% verso consumatori finali (B2C – business to consumer);
  • il restante 1% verso la pubblica amministrazione (B2G – business to government).

La Relazione annuale sul 2019 della Banca d'Italia pone in evidenza che nel 2019 la pressione fiscale in Italia ha raggiunto il 42,4% del PIL (contro il 41,9 del 2018), il valore più elevato dal 2015.

Sul sito del Dipartimento delle Finanze-MEF sono disponibili i dati delle entrate tributarie del periodo gennaio-dicembre 2019.

In sintesi si segnala che nel 2019 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 471.622 milioni di euro (+ 7.847 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2018 (+1,7%). Le imposte dirette risultano pari a 252.284 milioni di euro, con una crescita tendenziale pari a 4.513 milioni di euro (+1,8%). La crescita è stata trainata, in particolare, dall'andamento delle ritenute IRPEF da lavoro dipendente e da pensione che sono aumentate di 5.087 milioni di euro (+3,3%), consolidando l'andamento positivo già rilevato nel biennio 2017-2018.

Le imposte indirette ammontano a 219.338, con una crescita tendenziale di 3.334 milioni di euro pari al 1,5%. Alla dinamica positiva ha contribuito la crescita sostenuta dell'IVA (+3.306 milioni di euro pari a +2,5%), in particolare della componente sugli scambi interni (+3.623 milioni di euro pari a +3,0%). La composizione settoriale del gettito dell'IVA scambi interni mostra un andamento sostenuto nei settori dell'industria (+9,4%), più contenuto nel commercio (+0,3%), mentre risulta negativa la dinamica dei servizi privati (-2,0%).

Le entrate derivanti dai giochi si attestano, nel 2019, a 15.563 milioni di euro, in crescita di 940 milioni di euro pari al +6,4% per effetto principalmente dell'imposta sugli apparecchi e congegni di gioco (+727 milioni di euro, pari a +12,4%) e delle entrate del gioco del lotto (+1,6%).

Le entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si attestano a 13.320 milioni (+1.140 milioni di euro, pari a +9,4%) di cui: 6.918 milioni di euro (+748 milioni di euro, pari a +12,1%) sono affluiti dalle imposte dirette e 6.401 milioni di euro (+392 milioni di euro, pari a +6,5%) dalle imposte indirette.

Sullo stesso sito istituzionale del MEF è consultabile il Bollettino delle Entrate Tributarie Internazionali (gennaio-dicembre 2019) che contiene un'analisi comparata dell'andamento delle entrate tributarie in Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna. Dall'analisi dai dati emerge che nel corso del 2019 l'andamento delle entrate tributarie presenta una significativa variabilità tra i Paesi, come già osservato nel corso del 2018. Aumenta il gettito tributario del Portogallo (+3,8%) che mostra una crescita tendenziale in linea con quella osservata nel 2018. Positiva risulta la dinamica del gettito tributario del Regno Unito, con un aumento tendenziale del 3,2%. Per la Francia si osserva una flessione (-4,8%), in linea con la dinamica osservata dallo scorso anno. La Germania mostra un rallentamento della dinamica positiva osservata nel 2018. Le entrate tributarie del 2019, infatti, mostrano un incremento tendenziale del 3,1%, inferiore rispetto al tasso medio del +5,5% osservato lo scorso anno. In Irlanda il gettito segna un incremento tendenziale (+6,8%), confermando la costante crescita da marzo 2014. La Spagna registra un incremento del 2%, evidenziando un rallentamento rispetto al tasso di crescita dello scorso anno. In Italia il gettito tributario, come sopra ricordato, mostra un incremento rispetto al medesimo periodo del 2018 (+1,7%).

Inoltre il gettito IVA fa registrare: un incremento per il Portogallo (+7%), l'Irlanda (+6,2%), il Regno Unito (+4%), la Germania (+3,6%), l'Italia (+2,5%) e la Spagna (+1,9%) e una flessione per la Francia (-17,7%).

È consultabile altresì il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio-settembre 2020. In sintesi, nel periodo gennaio-settembre 2020, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 303.498 milioni di euro, con una diminuzione di 21.327 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-6,6%)

Le imposte dirette  si attestano a 176.580 milioni di euro (+2.123 milioni di euro, pari a +1,2%) mentre le imposte indirette risultano pari a 126.918 milioni di euro (-23.450 milioni di euro, pari a –15,6%). Il calo delle imposte indirette è in buona parte imputabile al risultato negativo dell'Iva scambi interni (-9.693 milioni di euro, pari a –11,8%).

Le entrate relative ai giochi, che includono varie imposte classificate come entrate erariali sia dirette che indirette, sono risultate pari a 7.490 milioni di euro (-4.043 milioni di euro, pari a –35,1%).

Nel periodo gennaio-settembre 2020 il gettito derivante dall'attività di accertamento e controllo si è attestato a 6.158 milioni (-2.480 milioni di euro, pari a –28,7%) di cui: 2.826 milioni di euro (-1.719 milioni di euro, pari a –37,8%) sono affluiti dalle imposte dirette e 3.332 milioni di euro (-761 milioni di euro, pari a –18,6%) dalle imposte indirette.

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