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Fisco

Le più recenti indicazioni di politica fiscale includono misure volte a ridurre il carico fiscale sul lavoro, a razionalizzare l'imposta locale sugli immobili e a sterilizzare le cd. clausole di salvaguardia. Nel corso della legislatura sono state inoltre introdotte norme antifrode e antievasione e, più in generale, misure volte a favorire la compliance dei contribuenti. A tali politiche si sono affiancati numerosi interventi di sostegno fiscale per le famiglie e le imprese. Qui un approfondimento sullo stato dell'arte della tassazione in Italia.

Per far fronte all'emergenza Coronavirus sono state adottate numerose misure straordinarie dirette a prevenirne ed arginarne l'espansione e gli effetti sul sistema economico. Si tratta di provvedimenti d'urgenza emanati tra marzo e novembre finalizzati a sostenere famiglie, lavoratori e imprese: il decreto-legge n. 9 del 2020, le cui misure sono poi confluite nel successivo più ampio intervento legislativo contenuto nel decreto-legge n.18 del 2020 Cura Italia (L. n. 27/2020),  il decreto-legge n. 23 del 2020 Liquidità (Legge n. 40/2020), il decreto-legge n. 34 del 2020 Rilancio ( L. n. 77/2020), il decreto-legge n. 104 del 2020 Agosto, e il decreto-legge n. 137 del 2020 Ristori, nel quale sono confluiti il decreto-legge n. 149 del 2020 Ristori-bis, il decreto-legge n.154 del 2020 Ristori-ter e il decreto-legge n. 157 del 2020  Ristori quater. Nello specifico, il decreto legge Ristori reca un complesso di disposizioni volte a sostenere i settori economici più colpiti dall'aggravamento dall'emergenza sanitaria da COVID-19 (in particolare, con riferimento alla cd. seconda ondata) e in relazione ai provvedimenti restrittivi sia delle attività produttive, sia degli spostamenti delle persone. Successivamente sono intervenuti il decreto legge n.41 del 2021 Sostegni e il decreto legge n. 73 del 2021 Sostegni-bis.

Il decreto legge n. 3 del 2021 e il  decreto legge n. 73 del 2021 prorogano ulteriomente la notifica delle cartelle di pagamento e i termini dei pagamenti di cartelle e avvisi di accertamento nonché delle rate delle definizioni agevolate.

Si rinvia anche al tema dell'attività parlamentare sulle iniziative per fronteggiare la diffusione del COVID-19 sul territorio nazionale e alle Faq del Mef.

Per la risposta delle istituzioni dell'Unione europea all'epidemia di coronavirus, con particolare riferimento alle misure finalizzate a controbilanciare gli effetti socio-economici della crisi ed alla gestione delle frontiere esterne, si rinvia alla pagina istituzionale della Commissione UE, al tema sul Consiglio europeo straordinario del 17-18 luglio 2020 e alla Nota  su atti dell'Unione europea del Servizio Studi del Senato. Per una panoramica degli interventi legati all'emergenza adottati nel settore bancario si veda l'apposita sezione del sito della Banca d'Italia.

  La legge di bilancio 2021, oltre a nuove misure fiscali volte a contrastare l'emergenza, contiene un ampio ventaglio di interventi in materia fiscale. In continuità con quanto preannunciato dal Governo in sede di programmazione economica, si segnala in questa sede che la legge istituisce un Fondocon una dotazione di 8.000 milioni di euro per l'anno 2022 e 7.000 milioni di euro a decorrere dall'anno 2023 per interventi di riforma del sistema fiscale, da realizzare con appositi provvedimenti normativi, cui sono destinate altresì, risorse stimate come maggiori entrate permanentiderivanti dal miglioramento dell'adempimento spontaneo. Una quota del Fondo non inferiore a 5.000 milioni e non superiore a 6.000 milioni di euro a decorrere dal 2022 è destinata all'assegno universale e ai servizi alla famiglia. Consulta il dossier per un'analisi delle politiche di settore. In particolare, si ricordano le numerose modifiche intervenute sulla disciplina del superbonus.

Immediatamente prima dell'emergenza sanitaria, il  decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3, contenente misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente (A.C. 2423), ha disposto un trattamento integrativo in favore di lavoratori, dipendenti e assimilati, appartenenti sia al comparto privato che pubblico, con reddito complessivo lordo non superiore a 28.000 euro; è prevista inoltre un'ulteriore detrazione parametrata al reddito e riconosciuta dalla medesima data per i redditi superiori a 28.000 euro e fino a 40.000 euro, resa permanente dalla legge di bilancio 2021. 

La  legge di bilancio 2020 istituisce un Fondo per la progressiva riduzione del carico fiscale  sul lavoro e modifica la tassazione dei redditi personali rimodulando, tra l'altro, le vigenti detrazioni IRPEF in base al reddito dei contribuenti; riforma le imposte locali (IMU e canoni) e la relativa riscossione; proroga al 2020 le detrazioni per interventi di efficienza energetica, di ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, introducendo un nuovo bonus facciate, e inserisce misure in favore della crescita delle imprese, tra cui l' ACE e alcuni crediti d'imposta nell'ambito delle misure fiscali di sostegno del Piano industria 4.0.

Come anticipato, la legge di bilancio introduce una complessiva riforma dell'assetto dell'imposizione immobiliare locale, con l'unificazione delle due vigenti forme di prelievo (l'Imposta comunale sugli immobili, IMU e il Tributo per i servizi indivisibili – TASI) in un unico testo.

 Sul sito del MEF-Dipartimento finanze è stato pubblicato il Rapporto-Gli Immobili in Italia circa la situazione patrimoniale e catastale degli immobili italiani e i loro utilizzi. Tra i dati presenti nello studio emerge che il gettito dell'IMU è stato pari nel 2018 a 18,7 miliardi e quello della TASI a 1,1 miliardi per un ammontare complessivo di 19,8 miliardi. Il gettito complessivo del 2018 risulta diminuito in misura significativa rispetto al 2012 (-4,9 miliardi di euro) per effetto delle numerose modifiche intervenute nella disciplina della tassazione immobiliare locale, mentre le imposte indirette sui trasferimenti e sulle locazioni sono cresciute gradualmente: nel 2016 erano pari a circa 10,8 miliardi di euro, nel 2017 ammontavano a 12,1 miliardi, nel2018 risultavano pari a 12,2 miliardi di euro. 

E' stato pubblicato sul sito dell'Agenzia delle entrate (22 luglio 2021) il rapporto Statistiche catastali 2020. In sintesi, lo stock immobiliare censito negli archivi catastali italiani al 31.12.2020 consiste di quasi 76,5 milioni di immobili o loro porzioni, di cui quasi 66 milioni sono censiti nelle categorie catastali ordinarie e speciali, con attribuzione di rendita, circa 3,6 milioni sono censiti nelle categorie catastali del gruppo F, che rappresentano unità non idonee, anche se solo temporaneamente, a produrre ordinariamente un reddito (aree urbane, lastrici solari, unità in corso di costruzione o di definizione, ruderi) e circa 6,8 milioni sono beni comuni non censibili, cioè di proprietà comune e che non producono reddito, o unità ancora in lavorazione (circa 79 mila). Non considerando gli immobili che non producono reddito del gruppo F, i beni comuni non censibili e gli immobili in lavorazione, le unità immobiliari censite sono pari, come detto, a quasi 66 milioni, di cui la maggior parte è censita nel gruppo A (circa il 55%) e nel gruppo C (oltre il 42%), dove sono compresi, oltre ad immobili commerciali (negozi, magazzini e laboratori) anche le pertinenze delle abitazioni, ovvero soffitte, cantine, box e posti auto. La restante parte dello stock, il 3%, è costituita da immobili censiti nei gruppi a destinazione speciale (gruppo D: 2,5%), particolare (gruppo E: 0,2%) e d'uso collettivo (gruppo B: 0,3%). In termini di rendita catastale, la quota maggiore è ancora rappresentata dagli immobili del gruppo A e C, che corrispondono a quasi i 2/3 del totale.

Le unità del gruppo D rappresentano, di contro, una rilevante quota di rendita del patrimonio immobiliare italiano, oltre il 28%, a fronte di una quota di solo il 2,5% in termini di numero di unità. 

ll decreto-legge n. 124 del 2019 contiene disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili. I primi quattro Capi del decreto-legge contengono norme di natura tributaria. Il Capo V contiene invece disposizioni eterogenee, emanate per esigenze indifferibili. Consulta qui il dossier.

Il decreto contiene misure di contrasto all'evasione e alle frodi fiscali, con particolare riferimento alla filiera della distribuzione dei prodotti energetici, alla documentazione elettronica delle operazioni soggette a IVA, a forme di incentivo all'uso di strumenti di pagamento tracciabili e alla trasmissione telematica dei corrispettivi. Mira inoltre a contrastare fenomeni illegali nel settore dei giochi, attraverso l'istituzione del Registro unico degli operatori del gioco pubblico e il divieto agli operatori finanziari di trasferire somme di denaro ad operatori di gioco illegali che operano sul territorio nazionale. Sono inasprite le pene per i reati tributari e abbassate alcune soglie di punibilità; si introduce inoltre, in caso di condanna, la confisca dei beni di cui il condannato abbia disponibilità per un valore sproporzionato al proprio reddito (c.d. confisca allargata). Viene modificata la disciplina della responsabilità amministrativa degli enti, per prevedere specifiche sanzioni amministrative quando il reato di dichiarazione fraudolenta è commesso a vantaggio di tali persone giuridiche.

Tra le numerose modifiche intervenute nel corso dell'esame parlamentare si segnala l'introduzione di una nuova disciplina dei Piani individuali di risparmio a lungo termine-PIR, che sostanzialmente recepisce l'A.C. 2128, all'esame della Commissione Finanze. Si rinvia alla documentazione web per ulteriori informazioni.

Nel decreto-legge "crescita" (decreto-legge n. 34 del 2019) sono state introdotte misure fiscali volte a promuovere la crescita economica. Tra di esse si segnalano, in particolare: la tassazione agevolata per gli interventi di sostituzione di vecchi edifici; l'estensione delle detrazioni per gli interventi di rafforzamento antisismico realizzati mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici e le semplificazioni degli incentivi fiscali per interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico e la riapertura al 31 luglio 2019 di alcune misure di "pace fiscale", ossia la rottamazione-ter e il saldo e stralcio per contribuenti in difficoltà economica. In tale provvedimento è confluito anche il complesso di misure di semplificazione fiscale e di riduzione degli oneri amministrativi a carico dei contribuenti, di sostegno alle attività economiche e di contrasto all'evasione fiscale (leggi qui il dossier di documentazione) contenute nella proposta di legge A.C. 1074, già approvato dalla Camera. La Commissione VI Finanze della Camera ha svolto un approfondito ciclo di audizioni sulla proposta. 

Secondo i dati presentati dal Mef-Dipartimento finanze (Analisi statistiche sulle rilevazioni dei flussi mensili dei dati della fatturazione elettronica) nel periodo gennaio-dicembre 2020 l'imponibile IVA rilevato tramite la fatturazione elettronica è diminuito complessivamente dell'11,1% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il calo è stato più significativo per le persone non fisiche (-11,5%) rispetto alle persone fisiche (-4,6%). La caduta è attribuibile essenzialmente alla sospensione di molte attività durante il periodo del lockdown (dal 10 marzo al 28 maggio). Ad aprile l'imponibile ha toccato un minimo pari a –37,2% rispetto all'anno precedente. Nel 2020 hanno subito le perdite più pesanti i settori delle attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (-40,6%), delle attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico-produzione di beni (-29,5%). Hanno invece mostrato una maggiore capacità di resistenza quelli dell'agricoltura, silvicoltura e pesca (+0,6%) e dei servizi di informazione e comunicazione (-0,3%). 

La Relazione annuale sul 2020 della Banca d'Italia pone in evidenza che nel 2020 la pressione fiscale in Italia ha raggiunto il 43,1% del PIL (contro il 42,4 del 2019), il valore più elevato dal 2015.

Sul sito del Dipartimento delle Finanze-MEF sono consultabili i dati delle entrate tributarie 2020. In sintesi, lo scorso anno, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica sono state pari a 446.796 milioni di euro con una diminuzione del 25.183 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno 2019 (-5,3%). La variazione negativa riflette sia il peggioramento del quadro macroeconomico sia gli effetti dei provvedimenti di sostegno all'economia adottati dal Governo per fronteggiare l'emergenza sanitaria. Le imposte dirette ammontano a 252.572 milioni di euro, e risultano nel complesso sostanzialmente in linea con quelle del 2019 (+23 milioni di euro). Il gettito dell'IRPEF si è attestato a 187.436 milioni di euro in riduzione di 4.178 milioni di euro (-2,2%) rispetto all'anno precedente, mentre l'IRES, che risente dell'andamento negativo dell'acconto (-2,8%), si è ridotta di 170 milioni di euro (-0,5%). Tra le altre imposte dirette vanno segnalati gli incrementi delle entrate dell'imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+1.615 milioni di euro) e di quelle relativa all'imposta sostitutiva sul valore dell'attivo dei fondi pensione (+1.129 milioni di euro). Infine, il gettito dell'imposta sostitutiva sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale ha evidenziato un calo limitato a 40 milioni di euro (-0,5%).

Le imposte indirette ammontano a 194.224, con una diminuzione tendenziale di 25.206 milioni di euro (pari al -11,5%). Alla dinamica negativa ha contribuito la riduzione dell'IVA (-13.227 milioni di euro, -9,7%), e, in particolare, della componente di prelievo sugli scambi interni (-9.377 milioni di euro, –7,6%) e di quella sulle importazioni (-3.850 milioni di euro, -27,7%).

Le entrate relative ai giochi ammontano, nel 2020, a 10.510 milioni di euro (-5.095 milioni di euro, -32,6%).

Le entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si sono attestate a 8.854 milioni (-4.462 milioni di euro, pari a -33,5%) di cui 3.977 milioni di euro (-2.940 milioni di euro, -42,5%) affluiti dalle imposte dirette e 4.877 milioni di euro (-1.522 milioni di euro, -23,8%) dalle imposte indirette.

Nel periodo gennaio-luglio 2021, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 257.445 milioni di euro, segnando un incremento di 26.497 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+11,5%).

Nei primi sette mesi dell'anno le imposte dirette ammontano a 143.964 milioni di euro, con una crescita pari a 5.760 milioni di euro (+4,2%).

Le imposte indirette ammontano a 113.481 milioni di euro, in aumento di 20.737 milioni di euro (+22,4%), per effetto prevalentemente del gettito IVA (+15.803 milioni di euro, +27,7%) e, in particolare, dell'IVA sugli scambi interni (+13.702 milioni di euro, +26,8%).

Le entrate relative ai giochi ammontano a 6.268 milioni di euro (+1.077 milioni di euro, +20,7%).

Le entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si attestano a 4.294 milioni di euro (-551 milioni di euro, -11,4%) di cui: 2.134 milioni di euro (-103 milioni di euro, -4,6%) sono affluiti dalle imposte dirette e 2.160 milioni di euro (-448 milioni di euro, –17,2%) dalle imposte indirette.

È consultabile altresì il Bollettino delle Entrate Tributarie Internazionali (gennaio-maggio 2021) che contiene un'analisi comparata dell'andamento delle entrate tributarie in Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna. Dall'analisi dai dati emerge che nei primi cinque mesi del 2021 l'andamento delle entrate tributarie presenta, con l'eccezione del Portogallo, una crescita dei tassi di variazione tendenziale dei Paesi osservati. Aumenta il gettito tributario della Spagna (+13,7%) e della Francia (+11,1%), il Regno Unito registra una variazione positiva (+7,5%) per il quinto mese consecutivo e per l'Irlanda si osserva una crescita (+9,1%), per il terzo mese consecutivo. La Germania conferma il trend di ripresa del gettito (+4,2%), mentre il Portogallo evidenzia l'unica contrazione tendenziale (-6,6%) tra i Paesi osservati.

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