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Giustizia

L'inizio della legislatura in corso, si è caratterizzato  - nel settore della giustizia -  per un vivace dibattito su alcuni temi quali il contrasto dei fenomeni corruttivi e la riforma della prescrizione dei reati. Ampio spazio di discussione in sede parlamentare hanno avuto anche le tematiche della violenza contro le donne, nonchè della tutela delle vittime dei reati.

In relazione all'emergenza epidemiologica da COVID-19, il Governo ha emanato specifiche disposizioni volte a contenere gli effetti che l'emergenza produce sul sistema giudiziario italiano, attualmente all'esame parlamentare.

L'inizio della legislatura in corso, si è caratterizzato  - nel settore della giustizia -  per un vivace dibattito su alcuni temi quali il contrasto dei fenomeni corruttivi e la riforma della prescrizione dei reati. Ampio spazio di discussione in sede parlamentare hanno avuto anche le tematiche della violenza contro le donne, nonchè della tutela delle vittime dei reati.

Con riguardo al settore penale uno dei principali filoni di intervento è individuabile nel contrasto dei fenomeni corruttivi.

In particolare, è stata approvata la legge c.d. "legge spazzacorrotti" n. 3 del 2019, volta ad inasprire l pene per i delitti di corruzione, estendere a tali casi tecniche investigative speciali sotto copertura, rafforzare la deterrenza tramite l'interdizione perpetua dai pubblici uffici o l'incapacità in perpetup di contrattare con la pubblica amministrazione per gli autori di atti di corruzione.

Nella medesima legge anticorruzione è contenuta altresì una riforma della prescrizione del reato, con la quale si è disposta, a partire dal 1° gennaio 2020, la sospensione del decorso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado (sia di condanna che di assoluzione). La discussione sulla tematica della sospensione della prescrizione non si è peraltro esaurita con l'approvazione della suddetta legge. L'abrogazione della riforma è oggetto della proposta di legge AC 2059 dell'on. Costa, esaminata dalla Commissione giustizia e respinta dall'Assemblea della Camera.

Un'ulteriore direttrice di intervento è ravvisabile nel contrasto del fenomeno della violenza contro le donne, tradottosi in particolare nell'approvazione della legge c.d. Codice rosso, (legge n 69 del 2019), volta a rafforzare la tutela penale - anche tramite l'introduzione di nuove fattispecie delittuose ed inasprimento delle pene per quelle esistenti - e la tutela processuale delle vittime di reati violenti, con particolare riferimento ai reati di violenza sessuale e domestica.

Con riguardo alla procedura, ed in particolare ai mezzi di ricerca della prova, il Parlamento ha approvato, apportandovi numerose modificazioni la legge di conversione del Decreto Legge 30 dicembre 2019, n. 161 in materia di intercettazioni di conversazioni o di comunicazioni. Il Decreto legge interviene sulla c.d. riforma Orlando (D.lgs. n. 116 del 2017)  e contiene disposizioni relative all'entrata in vigore della riforma stessa, che viene posticipata al 1° maggio 2020.  

Il Governo ha inoltre presentato alla Camera un disegno di legge (Ac 2435) di riforma del processo penale, volto a prevedere deleghe al Governo per l'efficienza del processo penale e norme per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le Corti d'appello. Il testo interviene, nella prima parte, con specifiche previsioni di delega relative alla riforma del Codice di procedura penale, da attuarsi entro un anno dall'entrata in vigore della legge di delega, con una finalità di semplificazione e di aumento della celerità del procedimento.Tra gli elementi più significativi: la modifica delle norme in tema di notifiche; la ridefinizione della durata delle indagini preliminari; o l'archiviazione; norme volte a ridurre il numero di processi che giungono alla fase dibattimentale, con criteri più stringenti in relazione alla regola di giudizio a cui il pubblico ministero e il giudice dell'udienza preliminare devono attenersi per l'esercizio dell'azione penale o l'accoglimento della richiesta di rinvio a giudizio; l'introduzione della valutazione del giudice in merito alla eventuale retrodatazione dell'iscrizione dell'indagato nell'apposito registro e la conseguente sanzione di inutilizzabilità degli atti di indagine effettuati a termini già scaduti; l'estensione della possibilità del patteggiamento a tutte le ipotesi di reato alle quali sia applicabile complessivamente una pena inferiore agli otto anni; norme per l'incentivazione del ricorso al giudizio abbreviato condizionato, sul calendario delle udienze e sui termini di deposito delle perizie. Oltre a stabilire i criteri della delega per la riforma del processo penale, il testo introduce ulteriori disposizioni finalizzate all'abbattimento e alla velocizzazione dei procedimenti in corso presso le Corti d'appello, nonché norme in materia di sospensione della prescrizione.

Con riguardo al settore civile, la legislatura in corso si è caratterizzata per la centralità del tema del diritto della crisi di impresa. E' stato approvato a gennaio 2019 il decreto legislativo n. 14 di attuazione della delega per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza (legge n. 155 del 2017), che contiene il nuovo "Codice della crisi di impresa e dell'insolvenza" le cui disposizioni entreranno in vigore decorsi 18 mesi dalla data di pubblicazione del decreto, e dunque il 14 agosto 2020, tranne che per talune specifiche norme. Il Parlamento ha altresìapprovato la legge n. 20 del 2019, volta a consentire al Governo di adottare decreti legislativi integrativi e correttivi dei decreti emanati in attuazione della delega per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza, di cui alla legge 19 ottobre 2017, n.155 E' in corso di elaborazione il primo decreto correttivo della riforma.

E' stata inoltre approvata la legge n. 31 del 2019, volta a riformare l'azione di classe (c.d. class action), con la finalità di potenziare questo istituto allargandone il campo d'applicazione. L'entrata in vigore della riforma, originariamente fissata al 19 aprile 2020, è stata posticipata al 19 novembre 2020 dall'art. 8 del decreto-legge n. 162 del 2019 (c.d. milleproroghe). Agli illeciti commessi anteriormente continueranno ad applicarsi le disposizioni del codice del consumo.

 

Infine il Governo ha presentato al Senato il disegno di legge di riforma del processo civile (AS 1662) che reca la delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie.Si compone di 16 articoli, che hanno lo scopo di apportare modifiche al processo civile di primo grado e di appello attraverso la riduzione dei riti e la loro semplificazione, e di revisionare altresì gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie.Entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di delega, il Governo deve adottare uno o più decreti legislativi di riforma, novellando il codice di procedura civile e le leggi processuali speciali, nel rispetto della garanzia del contraddittorio e dei principi e criteri direttivi previsti dagli articoli del disegno di legge in relazione alle diverse materie di intervento. La riforma è imperniata sulla semplificazione del processo civile monocratico tramite l'individuazione di un unico rito semplificato modellato sullo schema del rito sommario di cognizione. Analoghi meccanismi semplificatori dovrebbero essere introdotti per le cause riservate alla decisione del tribunale in composizione collegiale e per i giudizi dinanzi al giudice di pace e di secondo grado.

Con riguardo al sistema penitenziario, il Governo ha emanato tre decreti legislativi di riforma dell'ordinamento penitenziario, in attuazione della delega contenuta nella legge n. 103 del 2017 (approvata nella XVII legislatura). I provvedimenti riguardano oltre al complesso dell'ordinamento penitenziario, il lavoro penitenziario e l'esecuzione penale minorile.

In relazione all'emergenza epidemiologica da COVID-19, il governo è intervenuto, con specifiche disposizioni, per contenere gli effetti che l'emergenza produce sul sistema giudiziario italiano. Tali disposizioni, sono in particolare contenute nel decreto-legge n. 18 del 2020 che fa seguito ad altri due decreti-legge:

  • il decreto-legge n. 9 del 2020, relativo in particolare agli uffici giudiziari dei circondari dei Tribunali di Lodi e Rovigo, tuttora in vigore, in attesa di conversione (A.S. 1746);
  • il decreto-legge n. 11 del 2020 che detta disposizioni relative a tutti gli uffici giudiziari, e che viene abrogato espressamente dal decreto-legge n. 18

Il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 18 del 2020 è in corso di esame al Senato (A.S. 1766).

 
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